Cinque consiglieri Pd eletti fanno capo all'assessore regionale

E adesso Stefàno dovrà fare i conti con Pelillo

«Servirà un accordo» dicono già gli eletti e i rinviati alla prossima occasione.
Tra Stefàno e Pelillo dovrà scoppiare una pace improvvisa, altrimenti le turbolenze a Palazzo di Città saranno ripetute e dal potenziale crescente. Le cronache recenti non aprono scenari opposti.
Enzo Di Gregorio, Lucio Lonoce, Emanuele Di Todaro, Giovanni Azzaro e Michele De Martino fanno capo all’area Pelillo e sono  cinque dei sette consiglieri comunali  eletti in quota Pd. Altri due neoeletti  ritenuti vicini  al mancato candidato sindaco sono Cosimo Gigante (La Puglia per Vendola) e Salvatore Brisci (Udc, per lui è un ritorno in aula consiliare).
Sette consiglieri di maggioranza, insomma,  sono politicamente riconducibili all’avversario numero uno di Ezio Stefàno (quantomeno negli ultimi due anni). Una rivalità messa apparentemente da parte nel corso della campagna elettorale e che adesso esprimerà tutto il suo potenziale in vista della formulazione della Giunta, senza pensare all’attività ordinaria politica e amministrativa.
Certo, Stefàno dovrà prima battere Cito al ballottaggio. Ma in agenda la sua maggioranza, alla voce «problemi da risolvere», prima dei debiti residui del dissesto da inserire in bilancio e del sottogoverno da rimodulare (cda Amiu in scadenza) dovrà tener conto del «gruppo ombra» che muoverà i fili consiliari democratici.
Cinque su sette è un rapporto schiacciante, del resto. Pierto Bitetti (floridiano che dovrebbe rientrare in Giunta facendo posto a Baio) e Gianni Liviano (ormai del Pd) sono anch’essi eletti ma lontani dal mondo Pelillo.
Ma il «gruppo ombra» c’è. E pare sia agguerrito.

giovedì, 10 mag 2012 - 16:26



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