Il Cras Taranto riscrive ancora la sua grande storia con un altro esaltante capitolo.
Lo scudetto numero 4 arriva nella magica notte del PalaMazzola, in un tripudio di bandiere rossoblù e tricolori e fa il paio con la coppa Italia per una doppietta da annali, che ripete l’exploit del Cras di Molino nel 2003.
Schio, all’ultima possibilità per restare in vita nella serie di finale scudetto, è letteralmente schiantata in un finale di gara senza storia. Le ragazze di Lasi, sempre battute quest’anno (sei su sei per Taranto, compresa la finale di Coppa Italia), combattono mantenendo incerto il risultato fino alla metà del terzo periodo.
Ma negli ultimi minuti, davanti ad un Cras deciso a non lasciarsi sfuggire la grande occasione del “cappotto”, deve alzare bandiera bianca e gli ultimi minuti si trasformano in un’autentica passerella, con la standing ovation attribuita a Michelle Greco, alla sua ultima stagione in rossoblù per intraprendere la carriera di allenatrice a Los Angeles, e a Kia Vaughn, già “firmata” per l’Usk Praga.
Alla sirena finale esplode la gioia della tifoseria tarantina, che ritarda la premiazione di diversi minuti. Il tripudio arriva alla consegna del trofeo della mvp a Giorgia Sottana, mattatrice della serata con 24 punti, e tocca il culmine con i trofei dello scudetto consegnati a Lillo Basile e alla capitana Valentina Siccardi.
GRANDI RITMI. I primi minuti sono “targati” Cohen-Masciadri. La play israeliana sfrutta due contropiede per lanciare il break di 10-4 che mette Schio in condizione di tentare la fuga. Masciadri è in serata e lo fa capire con 8 punti di fila.
Ricchini, dopo il terzo fallo su Macchi (due di Siccardi), manda presto in campo Mahoney, e poi ordina la zona, bucata da lontano dalle solite Cohen e Masciadri (2/2 a testa dopo 6 minuti) che fanno volare Schio (9-15).
SOTTANA SCATENATA. Per fortuna dall’altra parte c’è Sottana in versione… guardia tiratrice: 11 punti di fila con 3 triple prima bloccano la fuga ospite, poi fanno scattare il break di 7-0 che mette avanti le rossoblù (19-18 all’8′) con Ballardini, che ha un buon impatto sulla gara.
Macchi rimette avanti Schio a cavallo del primo mini intervallo (19-22), ma entra di prepotenza nella gara Mahoney che sorprende in penetrazione il muro arancione (28-25 al 14′).
In area non si entra, Schio trova canestro solo dall’arco (7/10 a metà gara) perché Ford, McCarville e Nadalin non ne azzeccano una, Taranto costruisce dalla media i suoi punti aggirando con maggiore sicurezza con il sacrificio delle lunghe, tagliate fuori dalla zona ospite ma utilissime nel gioco alto-basso.
NERVI SALTATI. Cohen è nervosa e fa due falli in un minuto, beccandosi anche il tecnico per proteste e lasciando la squadra nei guai: il risultato è il parzialone rossoblù di 13-3 che spacca la partita (41-31 all’intervallo lungo).
Schio non vuole arrendersi e dallo spogliatoio esce carica di rabbia agonistica. Masciadri, seppure con 3 falli a carico, guida il tentativo di rimonta (6 punti nel parziale) che vale il -5 (45-40 al 26′), poi il Cras ritrova la difesa e le percentuali delle arancioni scendono nuovamente, così il Cras chiude il quarto meno spettacolare (10-12) ancora avanti (51-43).
CONTROLLO. L’ultima frazione è giocata praticamente sul filo dei nervi, ed il Cras mostra ancora grande saldezza mentale issandosi sul +13 (59-46 al 34′) (59-476 al 34′).
McCarville e Jalcova tentano ancora di riavvicinare le venete, ma ormai la gara è segnata, Greco e Sottana danno gli ultimi colpi di piccone facendo toccare al Cras il clamoroso +20 (71-51 al 39′).
Il resto è solo passerella per le giocatrici rossoblù.
Il futuro è incerto, come ha avuto modo di dire Basile più volte, questo titolo potrebbe essere il propellente (è il caso di dirlo) per ridare slancio al presidente più vincente della storia dello sport tarantino.