Un'avanguardia di lavoratori da oggi in presidio all'ingresso della sede del Gruppo

Da Ginosa ad Alba, dieci operai in missione sotto “casa Miroglio”

E i restanti 214 si riuniranno nell'impianto ginosino

GINOSA – L’avanguardia ginosina ad Alba.
Ecco cosa rappresenteranno i 10 che da quest’oggi si accamperanno all’ingresso principale della sede albese di Miroglio, il noto brand che dopo aver radicato nel suo paese di origine, l’Italia, una rete di stabilimenti per la produzione di tessuti, base del suo successo, ha deciso di internazionalizzare il ciclo produttivo e mantenere in patria il nucleo commerciale. Per questo motivo, dal 5 marzo 2009, in 224 vivono un drammatico stato di precarietà lavorativa, una instabilità ufficializzata dall’utilizzo delle varie forme di ammortizzatori sociali messi a disposizione dallo Stato per garantire quella serenità necessaria ai lavoratori durante il periodo utile per cercare le possibili soluzioni alla crisi vissuta dall’azienda.
Malgrado il periodo di crisi conclamato, vissuto dall’Italia, non per crisi i 224 sono stati messi in cassa integrazione. E’ di poco tempo fa, infatti, l’annuncio reso pubblico dall’azienda di tessitura e filatura, di ricerca di 224 figure da inserire, con diversi ruoli, nel settore commerciale. Scelte di marketing, si potrebbe obiettare. Il punto è che proprio l’accordo sottoscritto da Ministero dello Sviluppo Economico, Enti territoriali e non, parti sociali e Miroglio, prevedeva l’impegno di tutte le parti succitate, a garantire gli ammortizzatori necessari per giungere alla soluzione positiva della vertenza.
Soluzione positiva tanto ricercata dai 224, che nonostante i diversi flop, tre per l’esattezza – Intini, Be-4Energy e infine Marcolana -, continuano la lotta sicuri che questa sia l’unica strada per far sentire la propria voce. Sostenuti dai Comuni di Ginosa, Laterza, Castellaneta e dalla Provincia, affiancati dai sindacati confederali di categoria, da oggi inizia una nuova fase della mobilitazione.
La natura della vertenza ha permesso l’approdo della stessa sulle diverse piattaforme a livello territoriale, provinciale e regionale grazie ad una fitta interconnessione con i media. La vertenza dei miroglini, una vertenza che colpisce in maniera acuta l’intero territorio dei tre comuni prima elencati, ha un risvolto umano molto importante: la presa di coscienza dell’importanza dell’impegno civico. E così, apparterranno alla storia del territorio le foto dei 224 con le maglie bianche le cui scritte rosse manifestavano la rabbia e il dramma di una comunità frustrata per via di scelte aziendali che poco hanno a che fare con le ragioni di crescita del territorio, durante le diverse occupazioni dei tetti dello capannone ginosino. Su via D’Aquino a Taranto, o sulla Statale 106 durante l’occupazione organizzata dal Comitato Terre Joniche per l’emergenza alluvione, i miroglini seppur preoccupati per il futuro proprio, della propria famiglia e del proprio territorio, non hanno mai ceduto alla rassegnazione.
Per questo, mentre l’avanguardia ad Alba, realizzerà una campagna di sensibilizzazione per ottenere il sostegno anche dei cittadini e degli Enti territoriali piemontesi nella speranza di riuscire ad ottenere un incontro con la dirigenza Miroglio, nello stabilimento ginosino si riuniranno i restanti 214 per condividere in diretta l’eventuale sviluppo dei fatti. Forti anche del sostegno del governatore Vendola, da oggi i miroglini giocheranno una carta importante per il futuro di un intero territorio.

 

 

Marilena Surdo

lunedì, 7 mag 2012 - 15:30

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