Il giorno speciale di Taranto.
Oggi la città conoscerà chi la guiderà (o potrebbe guidarla) amministrativamente per i prossimi, importantissimi, cinque anni, mentre in un PalaMazzola che si preannuncia pieno di entusiasmo si potrebbe celebrare un altro evento, il quarto titolo tricolore del basket femminile in undici anni di A1, il secondo strappato alla rivale degli ultimi anni, la Famila Schio.
Due eventi che soltanto ad una prima lettura possono apparire distanti, ma in realtà si intrinsecano, perché più volte il presidente Basile ha fatto sapere di legare il suoi impegno futuro nel club al “sostegno esterno” che questa città vorrà garantirgli in futuro (e lo ha ribadito al Corriere nell’intervista che pubblichiamo a fianco), lasciando intendere che si aspetta “segnali” importanti anche da Palazzo di Città.
Intanto, toccherà a Siccardi e compagne questa sera cercare di far parlare ancora Taranto in positivo. Uno scudetto nel basket in rosa è un piccolo segnale per una città che si sente abbandonata ad un destino duro, ma può essere anche un importante segnale di riscatto.
Passando al campo, la situazione di 2-0 nella serie di finale appare la più congeniale per una partita da giocare “con la testa”. Così come le rossoblù hanno fatto finora in questa serie, mettendo in campo non solo muscoli, cuore e soluzioni tattiche.
Le due precedenti partite sono sempre state equilibrate, ricche di pathos. Ed il Cras ha saputo risolvere a proprio favore mantenendo calma e concentrazione nei finali di gara, quando non basta solo la tecnica per vincere. La panchina più lunga rispetto a quella di Schio è stata la condizione base per arrivare vicino alla linea del traguardo con maggiore fiato e lucidità per il colpo di reni finale, firmati da Greco a Schio, Sottana e Mahoney sabato.
E stasera potrebbe ancora essere determinante, anche in previsione di qualche clamorosa novità in casa arancione. Lasi a fine gara ha parlato di una squadra provata dalle rotazioni limitate a causa delle assenze di Pastore e Consolini e dell’impossibilità di schierare Erkic (esterna dotata di grande tiro e fisicamente valida) per mettere dentro Jalcova quale cambio di Cohen. Tuttavia il coach potrebbe buttarla nella mischia sacrificando proprio la slovacca e affidando magari compiti di regia all’eclettica Macchi, come ha già fatto in Eurolega.
Comunque sia, il Cras dovrà fare la sua partita, puntando ancora a difendere duro e cercando di ritrovare soluzioni all’interno, dove Vaughn sabato è stata tagliata fuori con i cambi di difesa delle venete.
«Ciò che conta è essere sempre “presenti” nella partita – ha affermato ieri coach Ricchini – mantenendo concentrazione dal primo all’ultimo minuto. Alla vigilia ho predicato cautela ricordando gara-3 di due anni fa, sono sicuro che le giocatrici reduci da quella serie non si faranno ancora prendere dalla pressione. Schio non è morta sabato, lo farà vedere in questa terza partita».
La pressione naturalmente ci sarà, perché il pubblico si farà sentire più del solito, «ma le ragazze dovranno essere brave a trasformarla in energia positiva».
La città è in una giornata particolare. Il Cras e la sua gente proveranno a renderla eccezionale.