In 28 rubavano acqua dalla rete idrica dell’Aqp attraverso allacci abusivi, scoperti dai tecnici dell’Acquedotto pugliese e dai carabinieri della Stazione di Taranto Nord sono stati tutti denunciati per furto aggravato e continuato. Si tratta di residenti al quartiere Tamburi ed al Paolo VI.
In particolare i tecnici dell’Acquedotto pugliese, nell’ambito della campagna denominata “Archimede” e finalizzata al ripristino della legalità, attraverso la rilevazione di prelievo illegale anche domestico di acqua, hanno rimosso tre allacci abusivi ad altrettante palazzine. Ventotto gli appartamenti e le famiglie che si appropriavano di acqua senza pagarla.
Dall’inizio dell’anno sono oltre trenta gli allacci abusivi scoperti nel capoluogo ionico. Quasi sempre ad essere interessati sono interi stabili condominiali.
Stando a quanto riferisce lo stesso Aqp, in una nota inviata alla stampa, ogni giorno venivano sottratti complessivamente dalla rete pubblica circa 300 metri cubi di acqua.
Dall’analisi dei dati di consumo rilevabili dalle banche dati aziendali ed il telecontrollo sono emerse circa 50.000 posizioni anomale su tutto il territorio regionale. Tra queste, le più diffuse sono quelle relative a consumi storici atipici rispetto ai contratti sottoscritti con l’azienda e incongruità di utenze che non sono attive con servizi idrici e fognari (quelle utenze che, ad esempio, pur in presenza di un servizio idrico non dispongono di un impianto fognario).
Tutte le posizioni elaborate da un gruppo di esperti in sistemi informativi e di gestione commerciale vengono trasferite alle unità operative locali, organizzate su base provinciale per consentire di effettuare le verifiche sul campo e , dove necessario, procedere al ripristino della legalità rimuovendo gli eventuali allacci abusivi e denunciandone i fruitori.
Diverse decine gli allacci abusivi rilevati e rimossi, a partire dallo scorso anno su tutta la Puglia, con particolare concentrazione nell’area del Gargano, del Leccese, del Brindisino e proprio del Tarantino, ma le operazioni sono in corso su tutto il territorio regionale.
A riguardo l’Aqp ricorda che il recupero del corrispettivo per il servizio erogato, ma non riscosso, si applicherà fino a 10 anni dalla scoperta del prelievo abusivo.
L’attività di controllo oggi è resa possibile grazie all’introduzione della nuova flotta aziendale di officine mobili: 103 automezzi furgonati dotati della più moderna attrezzatura ed alti standard di sicurezza, che consentono interventi immediati sulle reti e la ricerca puntuale di perdite e di prelievi abusivi.
«L’acqua è un bene comune che impone diritti e doveri – ricorda Ivo Monteforte, amministratore unico di Acquedotto Pugliese – In capo alla collettività quella di contribuire al mantenimento degli standard di qualità del servizio richiesti».
Il servizio svolto da Acquedotto Pugliese ha un costo e viene svolto senza alcun intervento fiscale, attraverso il pagamento di un corrispettivo da parte dei titolari dei contratti di somministrazione che, «con la correttezza dei loro comportamenti, garantiscono a tutti la fruibilità del bene. Il comportamento illecito assunto da qualcuno -conclude Monteforte – duole richiamare, è dannoso per Acquedotto Pugliese ed irrispettoso nei confronti di quegli utenti che onorano con puntualità le fatture, consentendo, di fatto, il servizio anche a chi non onora i suoi impegni».