Taranto, movimenti in società? Pieroni: “Non c’entro, ma…”

Tre indiscrezioni non fanno una prova. Soprattutto se sono sempre uguali. Nessun dettaglio diverso: un vertice tra l’attuale proprietà del Taranto e rappresentanti del Gruppo Sarni, per tornare a parlare del passaggio di quote. Resta una voce, per ora. Da non sottovalutare, perché c’è chi è pronto a giurare che forse già ieri è partito l’iter per la cessione. Bocche cucite sui due fronti. Ma dopo l’ennesima telefonata dello stesso tipo («Oggi – ieri, ndr – D’Addario incontra Pieroni e vende la società. L’appuntamento è alla Reseco»), tanto vale indagare. Telefonando a Ermanno Pieroni. Che un po’ smentisce, un po’ no. In ogni caso, ecco…

Pieroni è a Taranto?

«No, a Perugia».

La danno a Taranto…

«E lei non è il primo che mi chiama per chiedere conferma. Faccia una cosa: chiami Lo Cascio, della Reseco. Con un trucco, chieda: “Pieroni è già andato via?”. No, davvero. Non sono a Taranto».

Però dicono che un incontro tra lei, come mediatore di Sarni, e D’Addario ci sia già stato…

«Voci infondate, non so per quale motivo messe in giro».

Però è vero che lei è legato a Sarni…

«Ed è anche vero che Sarni non ha intenzione di prendere il Taranto. Il punto, semmai, è un altro…».

Ovvero?

«L’ho già detto in altre occasioni: il mio ciclo a Taranto non è finito. Chi vuol capire, capisca».

No, non lasciamo spazio a interpretazioni. Sta trattando il Taranto o no?

«Prima o poi torno. Quando? Non lo so. In ogni caso non ho mai parlato con D’Addario. Non lo conosco. Dell’attuale società ho sentito qualche volta solo Marras, ma per vicende che non c’entrano».

Rimane ancora sospesa, la risposta. Ha ragione chi dice che l’anno prossimo ci sarà Pieroni o ha torto?

«Ha torto, almeno ora. Io non so cosa può accadere. Però con sincerità: siccome ho letto oggi (ieri, ndr) che D’Addario vuole lasciare, gli consiglio di non mollare».

Vorrebbe tornare, ma consiglia a D’Addario di non mollare. Non sono due strade diverse?

«Intanto ho solo detto che tornerò perché sento la mia opera incompiuta. E se dico a D’Addario di non mollare è perché ho grande rispetto della sua famiglia e, più in generale, di chi ha messo tanti soldi nel calcio».

D’Addario ha detto che fare calcio è difficile…

«Con l’attuale crisi è addirittura impossibile. Bisogna avere tantissimi soldi oppure buone idee. Da quello che so D’Addario ha speso quasi 15 milioni di euro. Evidentemente chi gli stava vicino non glieli ha fatti spendere bene».

Torniamo alla domanda iniziale: è davvero interessato al Taranto?

«Il Taranto era mio e mi è stato scippato. E c’è chi l’ha acquistato pagando 250mila euro e vendendolo a tre milioni. Indirettamente è ancora una cosa un po’ mia. Fermo restando il rispetto che ho per l’attuale proprietà. Non vorrei sembrasse scorretto esprimere un desiderio».

Ma ha fatto i conti, se davvero un giorno dovesse tornare, con la città?

«Il mio legame con la gente e i tifosi è rimasto. E anche il rispetto reciproco, l’affetto: lo noto ogni volta che torno. Io ho parlato con i fatti: molti dei giocatori che ho portato giocano ancora in A o in B. Ce l’abbia o meno il consenso, dico che con me direttore ci furono 37mila persone per Taranto-Juve, da proprietario ce n’erano 18mila persino con l’Atletico Leonzio in Coppa Italia. E 35mila contro il Catania».

Ecco, Taranto-Catania. Una ferita aperta a dieci anni di distanza…

«E’ anche una mia ferita…».

I sospetti dei tarantini sono altri…

«Sappia, allora, che io ho fatto una denuncia circostanziata all’Ufficio Indagini. Nel 2006, c’era Borrelli a capo. La mostrerò. E tuttora non mi spiego perché nessuno abbia aperto un fascicolo. Ho anche indagato per conto mio: ho sospetti su un paio di giocatori, ma non ho le prove».

Lo vede? Qualcosa è successo…

«Una porcata anche ai miei danni. Spero che ribadendolo, qualcuno riapra un fascicolo. Voglio essere ascoltato sull’argomento».

Ricominciamo: oggi Pieroni tornerebbe a Taranto?

«Oggi no, perché non c’è nessuna trattativa e nemmeno contatto».

E domani?

«Se domani il Taranto viene messo in vendita ed è trattabile credo di avere qualche piccolo diritto per riprenderlo. Direttamente o indirettamente. E fare un grande progetto. Ma ora c’è D’Addario. Ed è giusto che continui: merita la serie B».

 

martedì, 1 mag 2012 - 14:00

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