manduria/Siglato a Specchiarica il protocollo per chiedere la moratoria degli espropri e la possibilità di smaltire i reflui in falda

Depuratore consortile, patto tra sindaci: no allo scarico a mare

Undici comuni di tre province contro Regione Puglia e Aqp: «Quel progetto sarebbe devastante»

MANDURIA -  «Sì al depuratore consortile, no allo scarico a mare». Questo il refrain che le popolazioni del versante orientale della provincia ionica continuano a veicolare senza soluzione di continuità. La protesta monta e neanche gli ultimi sviluppi della vicenda, gli espropri e la pubblicazione del bando di Aqp per la realizzazione della tanto contestata opera, riescono a placarla.
Anzi il fronte del no si allarga a macchia d’olio e le iniziative a sostegno si susseguono. Fra queste di particolare rilievo quella svoltasi ieri pomeriggio presso l’hotel Aurora, in località Specchiarica, proprio in prossimità del luogo in cui un progetto, unanimemente, giudicato scellerato, prevede lo sversamento in mare di liquami. A promuovere l’ennesimo incontro sul tema il comitato “No scarico a mare” di Avetrana uno dei numerosissimi  sorti «a difesa delle beltà naturalistiche del territorio che rappresentano l’unica speranza di sviluppo e che, invece, rischiano di essere irrimediabilmente deturpate da scelte decisamente discutibili che vanno contro ogni logica ecologista e contro il buon senso».
Alla discussione hanno preso parte i rappresentanti delle Amministrazioni comunali di tre province: Porto Cesareo, Nardò, Oria, Erchie, Torre Santa Susanna, Avetrana, Manduria, Maruggio, Lizzano, Torricella e Pulsano. A fare gli onori di casa il commissario straordinario di Manduria, dott. Aldo Lombardo, che ha rinunciato al ponte  del primo maggio «perché l’interesse dei cittadini – ha riferito il dirigente prefettizio – ha la priorità assoluta». Nel corso dell’incontro si è provveduto alla ratifica di un protocollo d’intesa che ribadisce il dissenso verso  le determinazioni della Regione Puglia: «Censuriamo l’arroganza dell’Acquedotto Pugliese e l’assordante silenzio della Regione – recita il documento sottoscritto dagli intervenuti -. Se dovesse essere portato a compimento l’esecrabile progetto i danni per l’intero ecosistema territoriale sarebbero incalcolabili».
In estrema sintesi due le richieste avanzate dal protocollo: «Una moratoria agli espropri al fine di valutare proposte alternative condivise, e la richiesta di deroga per lo sversamento in falda delle acque affinate e depurate per porre un argine al processo di salinizzazione e di desertificazione del territorio».

 

 

Maurizio Pasculli

martedì, 1 mag 2012 - 15:43

Ricerca personalizzata


  • Redazione