marina di ginosa/La struttura commissariale ha stilato le cifre che riguardano territorio e privati. Terre Joniche: manca ancora l'agricoltura

Alluvione: certificati danni per 36 milioni

MARINA DI GINOSA – I numeri dell’alluvione, certificati dalla struttura commissariale, cominciano a restituire concretamente l’effetto devastante che la marea d’acqua ha avuto quella notte tra l’1 e il 2 marzo 2011. La Provincia di Taranto, con Marina di Ginosa in testa (ma ci sono anche danni a Castellaneta e Palagianello), secondo la bozza del Piano d’interventi aggiornata al 27 aprile scorso mette in fila circa 36 milioni di euro di danni, così suddivisi: 26,2 al territorio e 9,7 ai privati. Tra questi, ammonta a 19,5 milioni la “quota” di Marina di Ginosa. I dati  sono stati disponibili sul sito del soggetto attuatore – delegato dal commissario all’emergenza Nichi Vendola – e sono racchiusi nella proposta di documento che certifica la quantificazione dei danni per la Puglia e definisce il riparto delle somme già a disposizione (i primi 4,6 milioni di euro).
Sulla struttura commissariale, del resto, da mesi sta tenendo il fiato sul collo il Comitato Terre Joniche, anche con azioni clamorose come lo sciopero della fame (quello interrotto proprio ieri sera era giunto al quarto giorno). «I danni per il territorio pugliese – scrive in una nota il portavoce Gianni Fabbris – ammontano a quasi 164 milioni di euro senza tenere conto, in realtà, dei danni alla parte agricola di Ginosa». La conta dei danni, come l’alluvione, accomuna Puglia e Basilicata, colpita ancora più pesantemente visto che i danni preventivati ammontano a un totale di 303 milioni. «Numeri impressionanti – aggiunge Fabbris -  cui arriviamo grazie al fatto che abbiamo tenuto le due strutture commissariali al lavoro e per cui appaiono chiare fin da ora due punti drammatici: non sono pochi spiccioli quello di cui abbiamo bisogno, ma ben 303 milioni di euro per la Basilicata e quasi 200 per la Puglia. Dunque avevamo ragione, si tratta di un’enorme ferita aperta su un territorio già piegato dalla crisi per cui servono risposte vere e non più rinviabili».
Sempre Fabbris lancia l’ennesimo appello a tutte le istituzioni e alle parti politiche: «E’ arrivato il tempo di rilanciare e risolvere la vertenza, perché se il nostro territorio non ha risposte quando abbiamo un disastro di queste dimensioni, come pensiamo di richiedere dignità sul lavoro, i servizi, lo sviluppo e l’ambiente?».
Del resto, incassati gli atti che il Comitato ha sollecitato da mesi (la certificazione dei danni), resta  drammaticamente aperto il capitolo più importante: chi mette i soldi. «Centinaia di milioni di euro – sintetizza Fabbris – che dovranno venire, ancora una volta, dal concerto fra lo Stato e le Regioni e per cui occorre rafforzare e costruire il fronte più ampio di impegno». Il primo passo concreto nella direzione del ristoro sta nel milione e 200mila euro che la Regione Puglia si prepara a stanziare per le famiglie di Marina di Ginosa maggiormente in difficoltà.

martedì, 1 mag 2012 - 16:47

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