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Ricchini: “Pubblico meraviglioso”

Il tecnico del Cras: "Tifosi eccezionali. Gara vinta con la panchina"

La capitana Valentina Siccardi dà il "5" ai tifosi a fine gara

Quattro anni a Taranto, quattro finali. La magia dell’avventura tarantina di Roberto Ricchini si può riassumere in una frase. Il tecnico alessandrino ce l’ha fatta. Ancora una volta. L’obiettivo è stato colto, il Cras torna a combattere per lo scudetto. Ma stavolta non è stato facile. La grinta di Lucca ha trasformato la serie di semifinale in una battaglia all’ultimo canestro. Durissima.
«Sono stanchissimo – ammette il coach -. È stata una serie stressante, difficile. Bisogna rendere merito a Lucca per gli ostacoli che ha saputo crearci. È stata sicuramente la semifinale più complessa tra quelle che ho affrontato in carriera. Mai fatta tanta fatica. La squadra toscana ha meritato di arrivare al penultimo atto della stagione: erano partiti per salvarsi, sono cresciuti strada facendo».
Ricchini spazza via le critiche sulla “durezza” delle toscane. «È vero – sottolinea – sono abituate a giocare al limite. Ma quando il Cras ha saputo essere altrettanto aggressivo non abbiamo avuto problemi. E non dobbiamo correre il rischio di ridimensionare Lucca: si tratta di una squadra che sa giocare un ottimo basket. Gara-1 e 3 sono state due fotocopie, in cui purtroppo abbiamo subìto la loro fisicità. Sul 2-1 per le toscane, sinceramente, ero rimasto perplesso: ma mi sono bastate un paio d’ore, dopo la sconfitta, per ritrovare fiducia. Gara-2 e gara-4, a loro volta, sono state molto simili: in entrambi i casi siamo stati noi a scendere in campo con una intensità straordinaria. A Lucca, quando abbiamo vinto, abbiamo disputato uno dei migliori incontri da quando siedo sulla panchina di Taranto».
L’ultimo tassello è stato il più importante. «Stavolta – osserva -  siamo partiti subito in vantaggio e siamo riusciti a mantenere il distacco, sfruttando la nostra maggiore energia e la panchina lunga. Tutte hanno dato il massimo, ma è giusto sottolineare l’ottimo impatto con il match di Siccardi e Gianolla».
Ricchini elogia il pubblico: «È stato meraviglioso -  afferma – ha capito che stavamo soffrendo e ha saputo essere decisivo. Mi auguro che lo sia anche in finale».
L’ultimo pensiero è dedicato a Schio, l’avversaria di sempre: per la terza volta di seguito la finale è la stessa. «Ma tutto è cambiato – chiosa -  rispetto al passato. Rispetto a loro, in questo caso, abbiamo maggiore pressione: nel corso della stagione le abbiamo battute tre volte su tre. Non possiamo cullarci, bisogna resettare tutto».

lunedì, 30 apr 2012 - 14:39

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