Alla fine anche Hutchison ha firmato. L’ok all’intesa generale per il rilancio del traffico container al porto di Taranto, è giunto ieri. Ora, in calce, al documento ci sono tutte le firme e nei prossimi giorni si terra a Roma la cerimonia ufficiale di sottoscrizione.
Sin dal primo momento Hutchison è risultata la componente societaria più reticente all’accordo. Giovedì, infatti, negli uffici della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per lo Sviluppo Economico Territoriale, Evergreen Line, Evergreen Group, GSI Logistic e Autorità portuale avevano già siglato l’Accordo che sancisce il superamento dello stato di emergenza socio economico ambientale nello scalo ionico. Solo Hutchison, socio di maggioranza di Tct con il 50% delle azioni, non aveva aderito all’intesa. Le ultime resistenze, però, sono state superate ed ora il terminal contenitori di Taranto sarà oggetto di un radicale maquillage. Tra soldi pubblici e privati si stimano investimenti per oltre 300 milioni di euro.
L’ok di Hutchison tranquillizza anche i sindacati in ordine al ritiro della procedura di mobilità per 160 dipendenti di Tct. Nei prossimi giorni infatti, azienda e sindacati dovrebbero ratificare il pre accordo sul ricorso alla cassa integrazione a rotazione per due anni per le 500 unità lavorative di Tct.
«Quello apposto ieri – afferma il presidente dell’Autorità portuale, Sergio Prete – è l’ultimo tassello nel complesso iter avviato nel dicembre 2011 per il raggiungimento di questo obiettivo che potrà consentire il rilancio della situazione economica e occupazionale non solo dello scalo ma di tutta l’economia del territorio».
Prete ricorda che «dopo l’accordo con i Ministeri interessati, la Regione Puglia, il Comune e la Provincia di Taranto in relazione agli impegni della parte pubblica, per un ammontare di circa 200 milioni di euro, l’acquisizione delle firme da parte degli azionisti della società terminalista si è rivelata alquanto ardua ed ha comportato notevole impegno di mediazione da parte dell’Autorità Portuale nell’ambito della compagine societaria stessa, poiché a fronte di cospicui investimenti per le infrastrutture da parte del Governo anche il privato deve necessariamente impegnarsi ad operare e ad investire per lo sviluppo dei traffici. Un risultato importante raggiunto grazie soprattutto alla unità di intenti e all’impegno sinergico dimostrato dalle istituzioni locali e regionali, dal sindacato e dagli organi preposti di Governo».
Il documento originale dell’accordo rimarrà depositato presso gli uffici della Presidenza del Consiglio. Qui satanno acquisite le firme delle altre parti interessate: Ferrovie dello Stato, Sogesid SpA, Comune e Provincia di Taranto. Al termine, si terrà a Roma una cerimonia conclusiva nel corso della quale sigleranno il documento anche i ministeri delle Infrastrutture, dell’Economia e Finanze, dell’Ambiente, della Coesione Territoriale, il presidente della Regione Puglia e lo stesso commissario Prete.
«Dopo l’avvio dei lavori della Piastra Logistica – continua il presidente del porto - la firma del protocollo di intesa con Rotterdam, il riconoscimento del pieno diritto dello scalo di far parte del Corridoio Multimodale n. 5 (Helsinki/La Valletta) nell’ambito delle Reti Trans-Europee di trasporto, anche la firma dell’accordo rappresenta una prospettiva di successo per il nostro territorio sempre nella consapevolezza che si tratta, comunque, di un punto di partenza».