Camera di commercio, dopo la sentenza del Tar è paralisi totale

La Camera di commercio di Taranto rischia la paralisi. Dopo l’annullamento della nomina di sette consiglieri camerali e la decadenza dell’elezione del presidente Sportelli, l’Ente di viale Virgilio è piombato in un impasse politico-amministrativo per uscire dal quale si chiede l’adozione di provvedimenti urgenti da parte del presidente della Regione Nichi Vendola.
E’ questo il tenore della lettera inviata al Governatore dal segretario generale facente funzione, Francesco De Giorgio. Il documento è stato spedito per conoscenza anche al Ministero dello Sviluppo Economico, a Unioncamere, al presidente del Collegio dei revisori. Quello di De Giorgio è un SOS perchè, a suo avviso la strada di una reggenza del vicepresidente Leonardo Giangrande non è praticabile. «E’ lecito dubitare – scrive – che le funzioni di legale rappresentante pro tempore possano essere esercitate, stante la particolare situazione determinatasi, dal vicepresidente in forza dell’articolo 14, comma 3 della legge 580/1993 laddove prevede che la Giunta nomina tra i suoi membri il vicepresidente che, in caso di assenza o impedimento del presidente (ovviamente in carica e legittimamente eletto), ne assume temporaneamente le funzioni».
Senza una soluzione in tempi brevi, l’impasse rischia di bloccare le funzioni della Camera di commercio. E’ lo stesso De Giorgio a sottolineare «l’impossibilità per l’Ente camerale di adempiere ad atti urgenti tra cui la redazione del conto consuntivo 2011, già inserito all’ordine del giorno della seduta della Giunta camerale convocata prima del deposito della sentenza e la costituzione nelle assembelee delle società partecipate in misura rilevante dalla Camera, già fissate per i prossimi giorni per l’approvazione dei rispettivi bilanci di esercizio, per le indifferibili modifiche statutarie imposte dalla recenti disposizioni normative, nonchè per il rinnovo delle cariche sociali». La lettera di De Giorgio rimarrà senza risposta almeno fino a mercoledì prossimo. L’altro ieri, infatti, in Regione si è svolto l’ennesimo incontro sull’argomento al quale ha preso parte anche l’assessore al Bilancio Michele Pelillo. Il nodo principale da sciogliere resta proprio la gestione dell’immediato perchè il consiglio camerale benchè mutilato resta legittimamente in carica. Questo escluderebbe la possibilità del commissariamento che accorpa in sè le funzioni del consiglio camerale, della giunta e del presidente. Per i motivi richiamati dal segretario generale facente funzioni anche l’ipotesi della reggenza del vicepresidente non sarebbe praticabile. E allora, come sbrogliare la matassa. L’avvocatura della Regione ha chiesto due giorni di tempo per rispondere. Il ponte del 1 maggio fa slittare tutto a metà della prossima settimana.
Paradossalmente, secondo Roberto Falcone, uno dei promotori del ricorso al Tar, non ci sarebbe alcun problema. «La Regione – spiega – deve soltanto surrogare i sette consiglieri decaduti chiedendo i nominativi ad un’associazione di categoria diversa da Confindustria e cioè a Confapi. Per il resto il Consiglio camerale, contando oltre 2/3 degli eletti, è nel pieno delle sue funzioni. Teoricamente il consigliere anziano, Domenico D’Amico di Confartigianato, potrebbe anche convocare il consiglio e procedere all’elezione del nuovo presidente».  Intanto, il presidente rimosso, Luigi Sportelli annuncia il ricorso al Consiglio di Stato. «Il documento – dice – è già pronto ma sarà depositato mercoledì prossimo. Chiederemo la sospensiva inaudita altera parte, quindi la decisione sarà velocissima».

sabato, 28 apr 2012 - 17:45



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