ELEZIONI COMUNALI - Affluenza alle urne, una curva in discesa. Le cifre

Astensione, l’incubo che viene da lontano

Una curva discendente. L’esercito dei votanti negli ultimi anni è diminuito del 21%.
Si va dal 74% della primavera di Stefàno al 53% delle ultime regionali 2010 vinte da Vendola. Numeri che dicono tutto e spiegano tanto. É il giudizio non dichiarato di chi si sente slegato dai partiti, nonostante Taranto sia una piazza a forte connotazione civista.
Ma il seggio, al di là dei nomi in campo, risente della disaffezione generale e della delusione contingente. Sempre più luogo della protesta  (astensione, appunto) e sempre meno della partecipazione democratica (il voto), la domenica del voto presenta numeri che parlano chiaro.
Dal 2006 ad oggi, la curva va a picco.
Alle politiche del 2006 l’affluenza a Taranto è pari al 74,9%. Alle comunali 2007 scende al 73,7%. Alle Europee 2009 crolla sino 57,2% e per le Provinciali  si ferma al 55.8%.
E le regionali 2010? Appena il 53,3%. I tarantini disertano i seggi. Sempre meno, infatti, quelli che all’appuntamento col voto rispondono «presente».
Un problema, anzi un incubo per i partiti che  già non vivono giorni sereni.
Sinora, in verità, le elezioni comunali hanno mantenuto una tendenza costante e tutto sommato accettabile: intorno al 74% al primo turno, poco più del 50% al ballottaggio. Va così dal 1993. E l’incubo di questi giorni – diffuso, stando anche ai racconti di chi sta facendo campagna elettorale nei mercati e agli angoli della città – nasce da qui: le prossime comunali risentiranno della condizione generale e della scia astensionista che ha colpito nel recente passato?
Una domanda che riguarda soprattutto il primo turno, visto che il ballottaggio, per tradizione, già registra flessioni sino al 50% (a volte anche meno).  Il passato insegna che le comunali «resistono».
Alcuni esempi: De Cosmo nel 1996 supera Stefàno al ballottaggio. Al primo turno votano 132mila elettori su 178mila (74%). Quindici giorni dopo, l’affluenza scenderà di 20%. Nel 2000 Rossana Di Bello a vince contro Raffaele Valla al ballottaggio (cifre sull’affluenza pressocchè identiche a quelle di cinque anni prima).
Nel 2005 la Di Bello fa il bis e l’affluenza addirittura aumenta sfiorando il 78% (record).
Due anni dopo, le sue dimissioni del sindaco, il commissariamento di Blonda e la dichiarazione di dissesto anticipano lo scontro tra  Stefàno e Florido. L’affluenza torna a livello 74% ma scende di 24 punti in occasione del ballottaggio.  Il crollo dei votanti si registra alle provinciali del 2009. A Taranto si reca alle urne il 55% degli aventi diritto (40% al ballottaggio tra Florido e Rana, minimo storico del maggioritario). L’anno dopo, per la rielezione di Vendola, si esprimerà appena il 53% dei tarantini. Il 49% fatto registrare dal referendum 2011 su acqua e nucleare impallidisce, insomma,   di fronte all’astensionismo crescente che le elezioni amministrative da alcuni anni registrano.  E le comunali 2012? I  candidati sono pessimisti. Il partito dell’astensione rischia di vincere le elezioni.

giovedì, 26 apr 2012 - 19:30



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