Nel corso del processo dinanzi alla Corte d’assise di Taranto ha deposto anche la mamma di Ivano Russo (in aula con la fidanzata Virginia Coppola). Elena Baldari ha ripercorso il pomeriggio del 26 agosto, quando a casa sua rimbalzò la notizia della scomparsa di Sarah. «Ivano era sconvolto». Ha detto la donna che, incalzata dalle domande dei pm Mariano Buccoliero e Pietro Argentino, è caduta qualche volta in contraddizione riferendo particolari differenti rispetto agli interrogatori del 31 agosto e del 30 settembre 2010.
Le contestazioni dell’accusa hanno riguardato in particolare l’ora e il contenuto del messaggio col quale Sabrina informò Ivano della scomparsa della cugina. «Ivano lesse quel messaggio “mo’ si è persa la cugina” disse sbattendo il telefono contro il cruscotto dell’auto». In quella circostanza, la signora Baldari era in macchina col figlio che si stava recando ad un colloquio di lavoro.
La donna ha detto anche di aver conosciuto Sabrina soltanto dopo la scomparsa di Sarah. Andò a casa, in una circostanza col padre Michele per regalare un cesto di funghi a Ivano. Poi tornò con sua sorella Valentina per riprendere il contenitore.
Caso “Di Più”, sull’acquisizione dell’intervista deciderà la Corte
Intanto, è approdato in aula il caso dell’ “intervista” di Sabrina al settimanale “Di Più”. I pm hanno chiesto l’acquisizione dell’ “intervista” realizzata per interposta persona, tramite uno dei difensori, avvocato Nicola Marseglia. Il legale, dal canto suo, ha prodotto una mail, inviata insieme al testo, nella quale chiedeva al giornalista Oliviero Marchesi di precisare che le risposte erano frutto di una sua elaborazione del contenuto di colloqui fatti con Sabrina in carcere e in Corte d’Assise. A suo avviso, non era necessario chiedere l’autorizzazione del carcere.
Sull’acquisizione la Corte scioglierà le riserve nella prossima udienza prevista l’otto maggio.