L'ex capo dei liquidatori difende l'operato di Pazzaglia

Boccia: “Sul dissesto l’Osl dice la verità”

Non c’è il tutto esaurito alla convention democratica sulle «certezze sostenibili». Qualche sedia vuota («per fortuna rossa», scherza qualcuno) ma tanta voglia di sfogliare l’agenda politica. Arriva Francesco Boccia, parlamentare che a Taranto avviò la liquidazione del dissesto e che oggi, sul punto, sostiene due cose chiare: «L’Osl sulla situazione del dissesto dice la verità, Stefàno ha il merito di aver governato bene il risanamento».
C’è anche lui, il sindaco, che col Pd ha rinnovato il  feeling.  Il civismo, evidentemente, sente di nuovo bisogno di calore politico.
Introduce Scarcia, segue Parisi. Poi, parla Boccia, il più atteso anche perchè dallo Ionio mancava da un po’. Stefàno chiude. Florido, Vico, Pelillo e Mazzarano  presidiano.
Prima del convegno, Boccia non elude le domande dei cronisti.
E siamo al dissesto. Parlarne è d’obbligo dopo l’ultima relazione  Osl che ha scatenato la reazione di Stefàno, producendo l’ennesimo scontro con i liquidatori sulla prospettiva.  «Sul piano delle questioni contabili, Taranto  è fuori dal dissesto – precisa Boccia -  mancano alcuni atti che dovrà fare la prossima Amministrazione. Adesso bisogna cominciare a pensare alla città del futuro. L’alibi del dissesto non c’è più».
Quanto allo scontro tra sindaco e Osl (300 mln ancora da onorare, il peso che graverà sul prossimo bilancio, il rischio di un nuovo crac, ecc. ecc.) Boccia non si nasconde e con efficacia espone il teorema: «L’Osl dice la verità. E sostiene ciò che dice il Viminale che a sua volta fa sempre riferimento alla norma. Stefàno ha avuto un grande contributo dal governo Prodi. Grazie a quei fondi Taranto ha evitato il collasso. Poi, il sindaco  ha garantito alla città tenuta e trasparenza nelle azioni amministrative – prosegue Boccia – tutto ciò, con l’onestà che lo contraddistingue. Oggi  serve uno sforzo in più: dovrà farlo la coalizione che lo supporta. Il dissesto è un ricordo che dovrà impedire  di commettere gli errori del passato».
E i 300 milioni ancora da pagare (con abbattimento del 50%)?  Boccia fa un passo indietro. «Mi pare che una gran parte di quei 300 milioni… siano risorse delle banche (Boc, ndr). Risorse  che qualcuno all’epoca diceva di transare (lui, ndr). Il Comune scelse la strada del contenzioso (Blonda, ndr). Di una cosa sono certo:  finchè ci sarà Pazzaglia, c’è la certezza che le azioni dell’Osl saranno al di sopra di ogni sospetto. Credo comunque che il lavoro dei liquidatori  debba finire entro quest’anno. Mi pare sia anche la posizione del ministero dell’Interno» chiude Boccia.

martedì, 24 apr 2012 - 19:00



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