Castellaneta/Sabato sera nella coalizione di Loreto presentazione della lista Pd e per quella di centrodestra convention di Gugliotti con Fitto

Dai municipi la risposta all’antipolitica

Alabrese: Due sindacature singole, un fallimento. Saracino: Scelta fra passato e futuro

CASTELLANETA – La convention e il partito.
Sabato intenso in città, in un locale il Pd, che accettava la leadership di Rocco Loreto, in un altro il leader pugliese del Pdl, Raffaele Fitto che confermava la coalizione di Giovanni Gugliotti.
C’era attesa per il Pd, tornato a casa dopo la parentesi “pattista”, con ancora qualche ferita, per via della lista manchevole di due candidati. I quali sono stati sostituiti da due sindaci, Gianfranco Lopane della vicina Laterza e Ciro Alabrese della lontana Grottaglie.
Assente, per lavoro, il segretario Luigi Notarfrancesco, Angelo Loreto ha domandato a Gugliotti: «In questi anni di malgoverno non eri forse con tutti gli altri protagonisti? Quanto a noi, ieri nel Patto oggi nell’area della sinistra, ieri eravamo protagonisti, oggi siamo nella chiarezza».
Fra i candidati che hanno preso la parola, il giovane Francesco Punzi ha ricordato come con Loreto i giovani, con la città dei ragazzi, avessero sempre spazio. La giovanissima Antonia Tanzarella, 24 anni, infermiera precaria, con parole precise, anche se traballanti per l’emozione, ha posto l’accento sul disagio giovanile derivante dalla precarietà; e Vincenzo Mancino, pensionato, s’è rallegrato che ora anche Loreto sia un pensionato, quindi potrà dedicare tutto il suo tempo libero, la ricchezza dei pensionati, al governo della città.
La parola ai due sindaci. Lopane, dopo un viaggio nella crisi nazionale, ha segnalato che l’intesa fra più comuni al di sotto dei 30 mila abitanti è un modo molto efficace per ottenere contributi europei e regionali; e Alabrese ha girato il coltello nella ferita del centrodestra: due sindaci di un solo mandato, non riconfermati: non si è dinanzi all’attestazione di un fallimento? Ed ha ammonito tutti: la credibilità della politica comincia dai municipi.
Loreto ha messo in evidenza la tutela del territorio, “attaccato oggi con furia selvaggia” da fotovoltaico ed eolico, adombrando gli interessi di alcuni amministratori nella “devastazione” del territorio.
Poco più tardi la convention di Gugliotti. Il salone dell’hotel Rudy era gremito, il candidato sindaco in bella copia, egli che di solito va in maglione, nella sua serata era in giacca e cravatta, ma in grigio, non un colore spento, ma coerente con il suo appello ai “colleghi” candidati, a tenere toni “bassi”, perché programmatici.
Fra i brevi interventi dei portavoce delle liste, hanno lasciato quelli di due donne: Graziana Miccolis ha concluso con uno dei paradossi di Churchill: non sempre cambiare migliora le cose, ma per migliorare bisogna cambiare; e Costanza Saracino ha detto che si è dinanzi ad una “dicotomia”: il passato (Loreto) e il futuro (Gugliotti).
Quattro i temi di Gugliotti: basta con i veleni, l’elogio della coerenza (in riferimento a Giuseppe Rochira), perché non si lascia un partito quando non si ottiene quanto richiesto, voto utile, perché al ballottaggio andranno solo le due coalizione maggiori, quindi tanto vale votarle subito, e barricate a difesa del punto nascita dell’ospedale, che si vorrebbe chiudere.
Fitto s’è detto soddisfatto della compattezza del centrodestra che consente di voltar pagina in un contesto che ha sfiorato la violenza. Poi nella panoramica nazionale ha osservato che bisogna capire l’antipolitica per darle una risposta adeguata e il centrodestra di Castallaneta, unito e proteso al futuro può dare questa risposta all’antipolitica.

 

 

Michele Cristella

lunedì, 23 apr 2012 - 15:36

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