A picco un altro peschereccio, il pm dispone una perizia

Un altro peschereccio che si inabissa in piena notte: sarà una perizia a stabilire i motivi che poco prima delle 4  del mattino di ieri hanno portato la Elisabetta I ad affondare mentre era ormeggiata nei pressi del mercato ittico di Taranto.
I primi accertamenti condotti sull’imbarcazione usata per la pesca di cefali e tonnetti non hanno accertato falle o altre vie d’acqua manifeste. Stando ad una prima ipotesi, l’acqua che ha appesantito l’imbarcazione provocandone l’affondamento sarebbe dunque entrata da una presa a mare. Tuttavia, il sostituto procuratore della Repubblica di turno ha disposto il sequestro penale del peschereccio, sequestro eseguito dal personale della Guardia Costiera di Taranto e finalizzato a consentire tutti gli accertamenti del caso.
Sull’accaduto sono in corso attività di indagine da parte delle forze di Polizia e degli uomini della Guardia Costiera di Taranto. L’Autorità marittima ha inoltre aperto una inchiesta parallela, di natura tecnico-amministrativa, volta ad accertare le cause ed eventuali responsabilità nel sinistro.
Le verifiche l’altra notte sono state condotte da una pattuglia e una motovedetta della Capitaneria di porto che, insieme a personale dei Vigili del Fuoco di Taranto, dopo aver accertato che non vi fosse nessuno intrappolato nello scafo, hanno compiuto i rilievi atti ad individuare le probabili cause del sinistro e coordinato gli interventi di recupero del natante.
Una piccola quantità di carburante è fuoriuscita dal serbatoio del peschereccio tanto che gli uomini della ditta specializzata concessionaria del servizio antinquinamento hanno dovuto circoscrivere con panne galleggianti assorbenti la zona.
Il peschereccio è stato riportato sul livello del mare in tarda mattinata con l’ausilio di palloni galleggianti impiegati dal Reparto subacqueo dei Vigili del Fuoco di Taranto e poi trasferito in un vicino Cantiere nautico dove si trova sotto sequestro. Sebbene la pista principale porti all’incidente non è da escludersi a priori la matrice dolosa dell’accaduto. Il 31 marzo affondò l’imbarcazione di un altro pescatore, Luciano Carriero. I quel caso gli investigatori trovarono un buco nello scafo, circostanza che ha alimentato l’ipotesi dolosa. Già, ipotesi. Ma due casi nel giro di pochi giorni preoccupa e alimentano il sospetto.

domenica, 22 apr 2012 - 15:57



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