Raggiunta l'intesa: complementi d'arredo non si sposta, aggiustamenti negli altri reparti

Laterza, accordo alla Natuzzi e sciopero revocato: «Nessun lavoratore in Cigs a zero ore»

 

Latreza, sciopero finito alla Natuzzi: i lavoratori levano il presidio

LATERZA – Quarantottore di protesta dura, il confronto serrato con i manager e un accordo che leva le castagne dal fuoco.
Lo sciopero allo stabilimento Natuzzi, bloccato per due giorni e presidiato anche di notte dai lavoratori, è rientrato. Ieri mattina i lavoratori hanno dato il via libera al verbale d’intesa siglato nella serata precedente dai sindacati della triplice e dal numero uno delle Risorse Umane Natuzzi, Fernando Rizzo. Il risultato messo nero su bianco, un accordo in tre punti, viene sventolato con soddisfazione all’ingresso dello stabilimento, proprio mentre gli operai del reparto complementi d’arredo cominciano a smobilitare il presidio e gli altri sono già dentro al lavoro. Il magazzino dei complementi per ora è salvo: da qui era partito lo sciopero e da questo punto si ricomincia. «L’azienda – si legge – nel confermare che la programmazione già effettuata non ha impatti sugli attuali livelli occupazionali e che essa non era finalizzata al trasferimento di attività dal sito di Laterza a quello di Matera La Martella, si impegna ad attivare un tavolo di confronto con la rappresentanza sindacale coinvolta, garantendo sin da ora che, in casi di eventuale trasferimento di attività, si provvederà anche al trasferimento del personale coinvolto». Per l’accorpamento del magazzino pelle e dell’area ispezionamento viene confermato che il progetto verrà «preventivamente analizzato congiuntamente alle parti sindacali» e che «il personale eventualmente coinvolto non sarà interessato da provvedimenti di Cigs a zero ore». Lo scenario che i lavoratori temevano di più viene quindi escluso. Al punto numero 3, taglio pelli automatizzato, vengono definiti altri particolari organizzativi riguardanti l’area “Humantech” e l’impegno dell’azienda «ad applicare la rotazione tra gli attuali 12 assistenti capi squadra, nel caso di ulteriore riduzione dei volumi» produttivi.
Tra i lavoratori dei complementi d’arredo, che lunedì saranno di nuovo al lavoro, gira un solo disincantato commento: «Adesso speriamo che Natuzzi mantenga davvero fede a questi impegni». Per saperlo basterà attendere il prossimo incontro in Confindustria, a Bari, il 27 aprile prossimo. Nel frattempo, l’azienda di Santeramo fa sapere in una nota ufficiale che «l’accordo sancisce la necessità di proseguire gli interventi di razionalizzazione e di recupero competitività messi in atto dal Gruppo».  Non solo. Il Gruppo Natuzzi ribadisce che «non ha nessuna intenzione di disinvestire in Puglia e Basilicata», ma proseguirà «gli investimenti all’estero per sostenere lo sviluppo della marca Natuzzi – totalmente made in Italy», forte degli «ottimi risultati ottenuti nel 2011 in Paesi come Brasile, Russia, India e Cina». «In Europa, invece, persiste una difficile congiuntura di mercato», per cui «tutte le misure messe in atto rischiano di essere vanificate senza l’intervento delle Istituzioni». Un tema, questo, toccato ieri mattina dall’on. Ludovico Vico (Pd), passato dal presidio per rassicurare gli operai sull’accordo di programma Stato-Regioni a supporto del distretto del salotto: mancano solo i soldi del Governo e in due mesi dovrebbero arrivare. Salvo spread…

sabato, 21 apr 2012 - 17:22

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