Taranto: Sversamento al porto, al vaglio della Procura la posizione di due persone

Un avviso di garanzia per il comandante ed il direttore di macchina della East Castle, la nave mercantile battente bandiera panamense e dalla quale mercoledì sera è stato sversato carburante grezzo, potrebbe scattare nelle prossime ore. La Procura, già dal giorno dopo quello che è stato definito un incidente per errore umano o probabile guasto meccanico, ha aperto un’inchiesta su inquinamento del mare, così come un pool di investigatori interno alla Capitaneria di Porto-Guardia Costiera di Taranto ha avviato indagini per ricostruire l’accaduto e risalire ad eventuali responsabilità.

Mentre si cerca ancora di capire la causa dello scongiurato inquinamento, anche ieri sono proseguite le operazioni di bonifica da parte dell’Ecotaras nonostante le condizioni meteorologiche siano state ancora una volta sfavorevoli tra mare mosso e pioggia.

I rifiuti galleggianti d’olio denso sono stati tutti aspirati dagli skimmer e recuperati per una quantità pari, come riferisce la Capitaneria di Porto, a circa 45 metri cubi (equivalenti a circa 38 tonnellate e non 20 come in un primo momento reso noto, ndr) E la bonifica dovrebbe concludersi già oggi.

«Rimane l’ultima parte quella più difficile – spiega il dottor Christian Iacovelli, responsabile tecnico dell’Ecotaras – Restano da pulire le carene delle due navi circondate dalla macchia di carburante. L’intervento non è facile per la particolare tipologia del prodotto da rimuovere che si presenta colloso e molto denso. Una volta tolto con particolari tecniche sarà concentrato e recuperato».

L’operazione va portata a termine per consentire alle navi di riprendere la navigazione ed evitare di inquinare altre zone.

Intanto il candidato sindaco Angelo Bonelli ha scritto al ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, ed al presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, per chiedere di sospendere il progetto Tempa Rossa della Raffineria Eni. «Le autorizzazioni che sono state rilasciate dalla Regione Puglia e dallo stesso Ministero – afferma Bonelli – non hanno considerato che l’aria di Taranto è ad alto rischio ambientale e, dunque, per legge non può vedere aumentare il rischio ambientale. Infatti il progetto Tempa Rossa triplicherà la sua produzione, triplicando di fatto la presenza delle petroliere in Mar Grande che passeranno da 45 a 140 l’anno con il rischio di un aumento delle probabilità di rischio da incidente in mare». Ma il candidato alle prossime comunali di Taranto non si ferma qui e chiede che: «venga eliminata nel Golfo di Taranto la norma che consente le trivellazioni di petrolio già a cinque miglia dalla costa. Questa norma è assolutamente inaccettabile perché il limite in tutta Italia è di 12 miglia dalla costa».

Infine Bonelli nella lettera annuncia un esposto alla Commissione Ambiente della Comunità Europea perché a Taranto «sono state violate le direttive europee in materia di aree ad alto rischio ambientale recepite dalla giurisdizione italiana secondo cui in queste zone è possibile solo ridurre il carico di inquinanti e non aumentarli. Questa direttiva è stata violata perché a Taranto sono stati autorizzati il quarto ed il quinto inceneritore, il raddoppio della Cementir, il progetto Tempa Rosa dell’Eni oltre ad aver concesso l’Aia all’Ilva per il raddoppio della produzione di acciaio. Su questa violazione chiediamo che l’Unione Europea contesti all’Italia, attraverso la procedura d’infrazione, la violazione delle direttive europee».

domenica, 15 apr 2012 - 14:20



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