Dodici associazioni aderiscono al Comitato: parte la raccolta firme e si prepara un sit-in

Termovalorizzatore, a Massafra cresce il fronte del “no” al raddoppio

MASSAFRA – “Una firma per la vita, una scelta di civiltà”. È lo slogan lanciato dal “Comitato per la corretta gestione dei rifiuti” che, ieri sera, ha ribadito il proprio “no” al raddoppio del termovalorizzatore e illustrato le azioni messe in atto per informare e sensibilizzare sull’argomento l’opinione pubblica. Innanzitutto, un documento a cui hanno aderito dodici associazioni, poi una raccolta firme tra i cittadini, attualmente a quota 530, una serie di incontri con medici e realtà parrocchiali ed inoltre un sit-in di protesta pacifica, in programma sabato 14 aprile, dalle ore 18, in Piazza Vittorio Emanuele. Al vaglio, anche la proposta di un referendum consultivo.
In apertura, Lucia Lazzaro (Mediterranea Consumo), dopo aver chiarito che «non è stato ancora deciso niente in merito al raddoppio del termovalorizzatore», ha subito posto l’accento sulla necessità di informare adeguatamente i cittadini, soffermandosi su principi quali il diritto alla libera informazione e all’accesso all’informazione sulle tematiche ambientali, citando leggi, codici e normative nazionali ed internazionali e direttive europee. «Chiediamo – ha rimarcato – che vengano presi in considerazione dubbi sulla realizzazione di impianti di questo tipo espressi nell’ambito di documenti provinciali e regionali».  Giovanni Tammaro (Cooperativa Il Filo di Arianna) si è soffermato sul «principio di precauzione» che ha ritenuto «il grande assente nel dibattito in merito alla richiesta di realizzazione della seconda linea». «Questo principio – ha spiegato – attribuisce al legislatore un potere di intervento normativo nei contesti di incertezza scientifica quando sussistono condizioni di pericolosità, pur in assenza di consolidate evidenze scientifiche in materia». «Non ci devono essere – ha poi esplicitato – evidenze scientifiche a favore del “no” all’insediamento. Ci deve essere la certezza dell’assenza di rischio per procedere». Strettamente collegato il concetto di prevenzione primaria che mira a «non esporre la popolazione ai rischi». Di qui, la proposta di ricorrere a «soluzioni alternative, quali la raccolta differenziata con l’obiettivo “rifiuti zero”».
Sulla stessa linea, Savino Lattanzio (Orizzonti Nuovi) che ha evidenziato «l’incompatibilità dell’incenerimento con la differenziata», parlato di tutela della salute dei cittadini e di salvaguardia dell’ambiente, soprattutto in considerazione dell’assenza «di studi definitivi sulla mancanza di rischi, in particolare in merito all’elevamento delle temperature» e sottolineato che «le emissioni considerate a norma di legge sono calibrate su persone adulte, senza tener conto della fragilità dei bambini e delle donne incinte». «La politica – ha concluso – deve avere una visione profetica e tener conto che un impianto del genere incide sul nostro territorio e sulle generazioni future».

 

Francesca Piccolo

mercoledì, 11 apr 2012 - 15:08

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