MARTINA FRANCA – Fiocchi di neve sulla pasquetta martinese. Pioggia, vento e qualche fiocco di neve sono arrivati anche in Valle d’Itria consegnando alla memoria uno dei week-end di Pasqua più grigi degli ultimi anni.
Non si è avuto il pienone dell’anno scorso, così che alberghi e ristoranti sono rimasti semivuoti. Le strutture ricettive più importanti hanno fatto registrare un calo del 40% rispetto al 2011, quando ci fu il tutto esaurito. A scegliere come meta della prima uscita stagionale la nostra collina sono stati soprattutto gli italiani, provenienti dalle regioni centrali e dalla Campania. Pochi, invece, gli stranieri, stimati in una percentuale del 15% circa del flusso turistico totale (francesi e tedeschi). I turisti hanno soggiornato per due notti e tanti sono stati quelli che, di fronte alle rigide temperature di ieri, hanno scelto di partire con un giorno d’anticipo.
Alle 8 di ieri mattina, infatti, per una buona mezz’ora si è rivista la neve e le temperature non hanno superato i 4 gradi per tutta la giornata di Pasquetta, con un forte vento di tramontana che non agevolava le tradizionali escursioni. Non è andato meglio a Pasqua, con temperature sicuramente più miti, ma con una fastidiosa pioggerellina che ha lasciato vuoto il centro storico.
Gli stessi albergatori hanno trovato una giustificazione di questo calo dei soggiorni: da un lato la Pasqua è arrivata troppo presto, dall’altro bisogna fare i conti con i timori delle recessione economica in atto. Maggiormente plausibile appare, invece, il dato delle prenotazioni “last minute”, calate proprio a causa delle pessime condizioni meteorologiche.
Chi continua a parlare di tutto esaurito sono invece i “bed and breakfast”, sebbene avendo una capienza ridotta non possono essere rappresentativi rispetto al flusso turistico generale. Sta di fatto che proprio questa ricerca di sistemazioni a prezzi modici avvalorerebbe la tesi del risparmio. Non hanno sorriso del tutto anche i ristoratori, che hanno fatto registrare un calo di presenze simile a quello degli alberghi.
Non hanno rinunciato al pranzo pasquale, nei ristoranti, i martinesi. Decisamente scontenti, infine, i gestori dei bar e dei locali. La pioggia non ha favorito, naturalmente, il turismo da escursione e non c’è stato il tradizionale “struscio” che di solito, nelle belle giornate primaverili richiama visitatori anche dai centri limitrofi, lasciando così con un magro incasso i registratori di cassa.
Adesso si spera che le festività del prossimo 25 aprile possano di fatto inaugurare positivamente la stagione turistica martinese, con l’auspicio naturalmente che l’inverno abbia dato il suo ultimo colpo di coda.
Gianluca Fumarola