La proposta di Cervellera (Sel), ieri discussa in V Commissione

Inquinamento, limiti più severi il 18 l’ok alla nuova legge regionale

Procede a ritmo serrato l’iter per l’approvazione del disegno di legge anti inquinamento di cui è primo firmatario il consigliere regionale Alfredo Cervellera (Sel). Ieri la proposta è stata discussa in V Commissione presieduta da Donato Pentassuglia. «Registro con soddisfazione – dice Cervellera – che la Proposta di Legge Norme a tutela della salute, dell’ambiente e del territorio sulle emissioni industriali inquinanti per le aree pugliesi già dichiarate ad elevato rischio ambientale, ha fatto un significativo passo avanti per il voto finale in Consiglio Regionale».
Con voto unanime dei presenti, infatti, ieri la V Commissione Ambiente ha stabilito che il prossimo 18 aprile, dopo le audizioni richieste, completerà l’esame di merito della stessa.
Secondo Cervellera la scelta dei tempi brevi non è casuale ma è dettata «dalla stringente emergenza ambientale che vive Taranto: la politica nella sua accezione più alta deve dare una risposta urgente e possibilmente unitaria».
Per questo motivo l’esponente di Sinistra Ecologia e Libertà considera «importante che sulla Proposta di Legge si sia determinata nella discussione in Commissione una convergenza significativa». Dopo l’esposizione dei contenuti ad opera dello stesso Cervellera sono stati formulati due rilievi ad opera del direttore gnerale di Arpa Puglia, professor Giorgio Assennato. «Se questa Legge – ha detto – fosse già stata approvata dal Consiglio si sarebbe potuto intervenire immediatamente con la Valutazione dell’ Impatto Sanitario nei confronti dell’Ilva (senza dover attendere la revisione dell’AIA) per quanto riguarda l’emissione delle polveri sottili, che sono al centro della perizia consegnata alla Magistratura di Taranto per la loro dimostrata pericolosità; la riduzione dei carichi inquinanti può portare, come indica la stessa perizia, in breve tempo ad un miglioramento rispetto alle patologie riscontrate».
Cervellera ricorda che da circa due anni sta lavorando intorno a questa Proposta di Legge per ottenere che, nelle Aree ad elevato rischio ambientale come Taranto e Brindisi, le industrie, pur rispettose dei limiti imposti dalla Leggi nazionali ed europee, riducano sensibilmente i carichi emissivi degli inquinanti nell’aria, nell’acqua e sui terreni utilizzando le migliori tecnologie possibili o riducendo la propria produzione. «La salute dei cittadini viene al primo posto rispetto alle esigenze industriali ed economiche».

giovedì, 5 apr 2012 - 18:50



  • Redazione