Primo trapianto di rene in Italia con anticorpi rimossi

ROMA – Eccezionale intervento all’ospedale Molinette di Torino. Qui è stato effettuato un trapianto di rene da donatore cadavere su una paziente in cui sono stati rimossi gli anticorpi anti-tessuto. Un’operazione eseguita per la prima volta in Italia, spiegano dall’ospedale. “La ricevente è una donna piemontese di 59 anni in dialisi presso il centro di Chieri (To) da più di 10 anni e in attesa di trapianto da più di 9. Il rene trapiantato proveniva da una donatrice di 58 anni, deceduta per emorragia cerebrale in un ospedale dell’Emilia Romagna”. La particolarità di questo trapianto, spiegano gli operatori, risiede nel fatto che la ricevente presentava (come circa il 10% dei pazienti in attesa di trapianto) una condizione immunologica particolarmente sfavorente, dovuta al fatto che il suo organismo aveva prodotto anticorpi anti-tessuto che rendevano la stragrande maggioranza dei possibili donatori non idonei. Un pò come, utilizzando come paragone la trasfusione del sangue, se avesse prodotto anticorpi contro la maggior parte dei gruppi sanguigni, cosa che renderebbe quasi impossibile trovare il giusto abbinamento con le sacche di sangue disponibili. Questo comporta un allungamento del periodo di attesa nella ricerca del donatore giusto. Tra coloro che aspettano il trapianto da lungo tempo, ci si accorge “che quasi tutti presentano questa condizione immunologica sfavorente. Questa paziente era però in condizioni cliniche che non permettevano più di attendere ulteriormente. Per superare questo problema, è stato avviato, alla fine del 2011, presso il Centro trapianti di rene di Torino, un programma di ‘desensibilizzazione’, vale a dire di rimozione degli anticorpi dal circolo sanguigno, in modo da non ostacolare la possibilità di trapianto. Poiché questa rimozione ha un’efficacia solo temporanea, era fondamentale ‘recuperare’ il donatore idoneo in una stretta finestra temporale”.Per superare quest’ultimo problema, una volta raggiunto l’obiettivo di rimozione degli anticorpi è stata coinvolta tutta la rete nazionale: i dati della candidata dai primi giorni di marzo sono stati inseriti in un apposito programma che cercava per lei l’abbinamento giusto con tutti i potenziali donatori italiani. La sera del 27 marzo è stato individuato il donatore con le giuste caratteristiche, e le prove crociate di compatibilità, eseguite presso il Centro Regionale Trapianti (diretto Antonio Amoroso) hanno confermato l’idoneità immunologica con questo donatore. Così si è proceduto all’operazione, che “conferma come il programma dei trapianti si poggia su una rete nazionale ben consolidata ed organizzata, capace di rispondere velocemente alle necessità della popolazione con responsabilità e professionalità”, conclude l’ospedale.

giovedì, 29 mar 2012 - 13:38



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