I democratici fanno le pulci al Comune: conteggi sbagliati nel project financing da 8,8 milioni

Ginosa, il Pd sull’appalto per l’illuminazione: «Manca la copertura e anche la luce»

Si rischia un danno erariale per colpa dell'Iva "ballerina"

GINOSA – Bisogna far luce sull’appalto per la pubblica illuminazione. Il gioco di parole non è affatto scontato quando si parla di un appalto da 8,8 milioni di euro (tra consumo di energia e manutenzione) della durata di 20 anni e quindi con effetti pesanti sulle casse comunali. Soprattutto se, come denunciano in un‘interrogazione i consiglieri del Pd Felice Bitetti, Vincenzo Giannico ed Emanuele Rosato, la procedura non è esente da errori e l’Ente rischia, seriamente, di incappare in un danno erariale.
Nella minuziosa ricostruzione fatta dai consiglieri d’opposizione ciò che rileva in maniera evidente è il “balletto dell’Iva” tra una delibera e l’altra. La cui presenza, ad oltre un anno dall’indizione del bando di gara in project-financing, è stata inizialmente compresa nel costo complessivo dello studio di fattibilità – come dovrebbe essere, dicono quelli del Pd -,  poi è venuta a galla nel bando per l’affidamento del servizio con un bel “più Iva”, successivamente ricompresa nel totale e infine rettificata e aggiunta nuovamente. Tutto ciò, secondo i calcoli dei consiglieri democratici, comporta che «l’intervento previsto» nell’ottobre 2010 «è di euro 440mila annui (340mila di consumo energetico, 100mila di manutenzione)», mentre «l’importo di assegnazione porta il nuovo prezzo a 426.800 euro più Iva». Per il Pd i conti non tornano: «Ora è ovvio che, qualsiasi aliquota dell’Iva si vuole applicare, il servizio è senza copertura finanziaria. Se dovessimo applicare all’intero importo (426.800 euro) l’aliquota del 10%, cioè quella che si applica per i lavori, avremmo un costo per l’ente di 469.480 euro annui per l’intero periodo della concessione. Applicando invece l’aliquota del 21%, cioè quella usata per i servizi, avremmo un costo per l’ente di 516.428 euro annui per l’intero importo della concessione». In entrambi i casi «non c’è copertura finanziaria», che è fissata «a 440mila euro comprensivo di Iva». E infatti – sottolineano i consiglieri del Pd – «nella determina n° 111 il responsabile del procedimento chiede al servizio finanziario di rivedere l’impegno di spesa».
In poche parole: servono più soldi. Per il Pd, invece, servirebbe una onesta e rapida marcia indietro, considerando «che ad un anno dall’indizione della gara non si è nelle condizioni di avere certezza della legittimità e trasparenza del procedimento» e che «il paese continua ad avere ancora forti lacune strutturali dell’impianto di pubblica illuminazione e spesso capita di avere diverse vie buie e insicure». Motivi sufficienti per chiedere al sindaco De Palma «se non è più utile, veloce e anche più trasparente dichiarare nullo il bando e la procedura in questione, anziché cercare di confondere ancora le carte ed incorrere in danno erariale per l’ente».

domenica, 25 mar 2012 - 18:19

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