Allora, coach Ricchini, il Cras è la squadra più forte d’Italia?
«Non si può dirlo. In questo momento forse sì, in assoluto è tutto da dimostrare».
Eppure, avete vinto da dominatori la Coppa Italia, infliggendo a Schio la terza sconfitta stagionale, avete ottenuto il primato di regular season in anticipo…
«Sono situazioni che fanno piacere, ma non ci sentiamo dominatori, abbiamo perso un paio di volte quest’anno in Italia. E poi Schio ha un enorme potenziale, quando trova al giornata giusta diventa un carro armato. E ci sono un altro paio di squadre che potranno dire la loro nei playoff».
Intanto neanche domenica Schio è riuscita a sviluppare il suo potenziale. Grazie alla vostra prestazione.
«Abbiamo affrontato questa Final Four di Coppa Italia con la mentalità giusta. Ci tenevamo tutti a vincerla. Io da allenatore non l’avevo mai conquistata, così come molte atlete. Ed il club ne aveva fatto una questione di orgoglio, dopo i tanti bocconi amari ingoiati negli anni scorsi».
Ed anche lei aveva assaporato il gusto della delusione.
«Ricordo: tre anni fa a Faenza giocammo contro Parma e pagammo l’assenza di Siccardi (infortunatasi tre giorni prima Ribera) e la febbre Batkovic. Due anni fa Venezia sfruttò il fattore campo e rischiò di battere anche Schio in finale. Lo scorso anno non arrivammo in Final Four perchè pagammo contro Umbertide in precampionato l’appagamento per la Supercoppa appena vinta».
Quest’anno non sono mancate le vicissitudini, però…
«La squadra ha messo in campo uno spirito di sacrificio enorme. Sara Giauro dopo la gara di semifinale contro Sesto aveva una caviglia gonfia come un melone. per una distorsione. È scesa in campo ugualmente e ha giocato alla grande, dando il cambio sia a Vaughn, che ho dovuto tene in panchina con tre falli a carico, che a Godin, anche lei acciaccata. Temevo più la gara con Sesto, perché era la prima e noi avevamo solo da perdere, ma quest’anno il Cras ha una personalità spiccata, non sente la pressione addosso».
Il titolo di mvp della Final Four a Giorgia Sottana è un bel segnale anche per la sua nazionale. E, chissà, cancella l’eterno dilemma sul suo ruolo…
«Giorgia è in una fase di piena maturazione, con noi ha compiuto un altro passo verso la sua crescita. Ormai le sue due “anime” riescono a convivere bene…»
Con queste premesse, la strada verso il titolo sembra in discesa.
«L’errore più grande che dobbiamo evitare assolutamente di compiere è quello di pensare che siamo già in finale contro Schio, che i turni precedenti dei playoff siano una formalità. Ce li dobbiamo giocare tutti. Da mercoledì (domani, ndr) ci metteremo al lavoro per mantenere alta la concentrazione».
E domani, dopo l’allenamento, cercherete l’abbraccio dei tifosi.
«Un gesto dovuto. Sono eccezionali, quando c’è da vincere qualcosa di importante ci sono sempre e si comportano bene».
Se i tifosi sono sempre al vostro fianco, le istituzioni non sembrano altrettanto… presenti. Il presidente Basile nelle ultime occasioni ha fatto capire che attende un segnale di attenzione maggiore per continuare a puntare in alto.
«Io, lo staff tecnico, la squadra, pensiamo solo a dare il meglio di noi in campo. Tuttavia mi auguro che questo nuovo trionfo possa attirare maggiore attenzione da parte della città che conta».
Anche perché con la Coppa Italia, avete già acquisito il diritto all’Eurolega 2012-2013. Dove bisogna presentarsi da protagonisti.
«È presto per parlare della prossima stagione. Ora pensiamo a finire bene questa».
Sognate il “duplete” Coppa-campionato?
«Sogniamo di arrivare fino in fondo, pensando ad un turno per volta, senza dare nulla di scontato».