Si scrive Scec e foneticamente richiama lo check vale a dire l’assegno bancario, ma non rappresenta nessuna moneta: è l’acronimo di “Solidarietà che cammina”. Una originale soluzione concepita dal basso, dai consumatori ed è la carta che il comune pugliese di Manfredonia (Foggia) ha deciso di giocare contro la crisi che erode i consumi e la capacità di acquisto delle famiglie. Lo Scec è una specie buono sconto, simile a quelli che, in particolare i supermercati, distribuiscono ai clienti i quali all’acquisto del prodotto ricevono uno sconto a fronte della presentazione del buono sconto. La differenza è che mentre il buono sconto vale solo e unicamente per quel supermercato che lo ha emesso, lo Scec ha validità in una vasta gamma di attività commerciali riunite nella rete “Arcipelago Scec”, attiva in tutta Italia (www.scecservice.org), che riconoscono il valore dello Scec e l’accettano al momento della vendita dei loro beni e servizi. Gli Scec sono emessi in vario taglio e sono ritirabili presso i referenti dell’associazione Solidarietà che cammina. Ciascun commerciante decide preventivamente quale percentuale assegnare ai propri prodotti: se il 10, il 20, il 30 e così via. Il che vuol dire che per i beni e servizi che egli vende normalmente, per esempio a 100 euro, incasserà 90 euro e uno Scec da 10, se la percentuale e del 10 per cento; 80 euro e uno Scec da 20 se lo sconto applicato è del 20 per cento, e così via. Poichè gli Scec vengono accreditati ai privati gratuitamente, il vantaggio di chi li usa per fare acquisti è che risparmia le somme corrispondenti agli Scec utilizzati. Il meccanismo è analogo a quello attuato dai privati: gli Scec incassati li potranno spendere presso i fornitori o altre attività commerciali. Oltre al non trascurabile vantaggio di poter attirare un maggior numero di clienti. “Lo Scec non è – spiega l’assessore alle politiche sociali Paolo Cascavilla – una moneta complementare, perchè non assolve a nessun requisito monetario, ma è il buono della Solidarietà che Cammina, uno sconto, uno strumento semplice che usato, in modo intelligente e trasparente, può risolvere alcuni aspetti degli attuali problemi delle economie locali e aiuta il processo di ricostruzione delle comunità economiche e sociali, creando una rete di solidarietà. Lo Scec trattiene e favorisce il reinvestimento della ricchezza sul territorio che l’ha prodotta, fa collaborare imprese e famiglie, aiutandole in questo momento di crisi”. Una dimostrazione pratica dell’uso dello Scec sarà data sabato prossimo alle ore 18 presso la Biblioteca comunale, dal presidente nazionale di Arcipelago Scec, Pier Luigi Paoletti che assieme al sindaco Angelo Riccardi e all’assessore Paolo Cascavilla discuteranno di “Come cambia l’economia e con essa noi e il mondo”.