La relazione dell’Arpa sull’incendio: fumi in atmosfera, liquidi nella rete fognaria

Le emissioni in atmosfera a seguito dell’incendio del trasformatore Ilva, sembrano essere sotto controllo, ma il liquido di raffreddamento e le sostanze utilizzate per spegnere le fiamme sono finite nella rete fognaria. Lo afferma l’Arpa nella relazione sul grave incidente di martedì pomeriggio. «Al termine delle operazioni di spegnimento – si legge nel rapporto – il personale Arpa Puglia verificava la presenza di un bacino di contenimento al di sotto del trasformatore incendiato che, tuttavia, risultava completamente pieno di liquidi di spegnimento misti a schiuma e, verosimilmente, anche ad olio isolante rilasciato dal trasformatore. Tali liquidi tracimavano dal bacino invadendo l’area nelle vicinanze del trasformatore. Il piazzale veniva ricoperto quasi interamente dai liquidi e anche un’area non impermeabilizzata vicina al trasformatore veniva interessata da tali liquidi stessi. Sul piazzale vicino al trasformatore era presente una griglia collegata alla fogna nella quale si infiltravano i liquidi; solo a incendio quasi domato il personale Ilva provvedeva a posizionare dei sacchi attorno alla griglia su citata per impedire che il liquido di spegnimento raggiungesse la fogna. Tali sacchi venivano rimossi durante le ultime fasi delle operazioni. Si sottolinea che, a causa dell’assenza di un sistema di raccolta e trattamento delle acque meteoriche, i liquidi di spegnimento hanno raggiunto la griglia richiamata nel verbale e pertanto sono confluiti nel sistema fognario, come già accaduto in occasione di altri incidenti, emerge ancora una volta la necessità che l’azienda si doti di un impianto di trattamento delle acque meteoriche». L’Arpa chiarisce anche la dinamica dell’incidente. «Il trasformatore interessato dall’incendio – spiega – faceva parte della cabina di collegamento tra la rete elettrica Terna e la rete Ilva; alle ore 14:30 il primario del trasformatore in parola veniva alimentato e sottoposto ad un monitoraggio dei parametri di funzionamento per una durata prevista di 60 minuti. Dopo 20 minuti dall’inizio dell’alimentazione elettrica del primario, il personale Ilva presente avvertiva un forte rumore dalla testata del trasformatore cui seguiva un incendio del dielettrico presente nelle componenti del trasformatore: il dielettrico era costituito da olio minerale composto da una miscela di idrocarburi naftenici e paraffinici come riportato nella scheda di sicurezza. Altro personale di Arpa  verificava le registrazioni dei dati ambientali rilevati presso le stazioni di monitoraggio della qualità dell’aria. La stazione di monitoraggio di Via Machiavelli presso il quartiere Tamburi di Taranto, vicina allo stabilimento Ilva e che risultava pressoché sottovento rispetto alla nube, mostrava valori medi di Ipa sensibilmente più alti alle ore 16:00 e alle ore 17:00. Per le altre centraline della rete di monitoraggio presenti nella città di Taranto non sono stati rilevati valori anomali di concentrazione degli inquinanti; solo presso la centralina di via Alto Adige sono state registrate concentrazioni di IPA tot più elevate nelle ore successive all’avvenimento, probabilmente non direttamente correlabili all’evento in esame».

giovedì, 1 mar 2012 - 17:30



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