In 30 rischiano il rinvio a giudizio per concorso in truffa e peculato

Progetti obiettivo all’Asl, si avvicina il primo verdetto

Nuova udienza questa mattina nell’ambito del procedimento che ruota attorno ai progetti obiettivo che, effettuati anni fa alla ASL di Taranto, sarebbero serviti solo per far lievitare le buste paga dei partecipanti. Nuova udienza che sarà caratterizzata da altre arringhe e, se i tempi non risulteranno eccessivamente lunghi, dal verdetto del gup dott. Pompeo Carriere. Ormai la fase preliminare della vicenda è ad un passo dalla sua conclusione preso atto della ricostruzione dei fatti operata dal pubblico ministero dott. Enrico Bruschi, delle dichiarazioni spontanee rese da alcuni inquisiti, fra cui l’ex manager dell’Azienda sanitaria ionica dott. Marco Urago, e delle repliche del collegio difensivo. A giudizio del titolare dell’inchiesta, l’intera questione dovrebbe essere valutata nel corso di un regolare processo da celebrarsi a carico di tutti coloro che sono stati chiamati in causa, vale a dire 30 soggetti. Le accuse mosse (a vario titolo e a seconda delle singole posizioni) nei confronti degli imputati sono quelle di concorso in truffa e di peculato, reati che la Procura ha ipotizzato a suggello di indagini che fecero leva sull’acquisizione di documenti ed in particolare delle determine che diedero il via libera all’esecuzione dei progetti obiettivo. Alla luce di quanto emerse da un attento esame di quegli stessi carteggi che poi sarebbero stati allegati al fascicolo, gli inquirenti ritennero di procedere nei riguardi di tutti coloro che avevano preso parte a progetti che, sempre secondo la magistratura, non sarebbero stati assolutamente necessari tenuto conto che si trattava di espletare compiti che, non avendo nulla di eccezionale, potevano essere eseguiti anche nell’ambito delle normali ore lavorative. Stando a quanto sostenuto dal p.m. nel corso della sua requisitoria, la presunta truffa ai danni dell’ASL ammonterebbe a circa 440mila euro per fatti risalenti al 2006. Fatti dai quali, va ricordato, ha preso decisamente le distanze l’ex direttore generale dell’Azienda dott. Urago, il quale nel rendere dichiarazioni spontanee ha ribadito la correttezza del proprio operato. Giustificazioni e chiarimenti che forse già nella giornata odierna potrebbero essere valutati dal giudice che dovrà apporre il primo suggello alla vicenda.

lunedì, 27 feb 2012 - 18:59



  • Redazione