CITTÀ DEL VATICANO – Benedetto XVI ha annunciato oggi i nomi dei nuovi cardinali che verranno poi successivamente “creati” dallo stesso Pontefice nel corso del concistoro del 18 febbraio. Molti i prelati di Curia che vengono premiati con la berretta rossa, in tutto poi, su 18 nuovi cardinali con diritto di voto in Conclave, cioè con meno di 80 anni, ci sono 7 italiani. Compresi gli ultraottantenni, i nuovi porporati sono 22. Fra le diocesi di spicco che riceveranno il privilegio della nomina cardinalizia, ci sono New York, Praga, Berlino, Toronto. Nella Curia romana diventano cardinali monsignor Fernando Filoni (Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli); monsignor Joio Braz de Aviz (Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica); monsignor Manuel Monteiro de Castro (Penitenziere Maggiore della Penitenzieria Apostolica); monsignor Giuseppe Bertello (Presidente del Governatorato del Vaticano); monsignor Domenico Calcagno (Presidente dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica); monsignor Giuseppe Versaldi (Presidente della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede); monsignor Santos Abril y Castello (Arciprete della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore); monsignor Edwin Frederik O’Brien (Gran Maestro dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalernme); monsignor Antonio Maria Vegliò (Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti); monsignor Francesco Coccopalmerio (Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi). Ancora ha ricevuto la porpora monsignor Giuseppe Betori (Arcivescovo di Firenze). A questo gruppo si aggiungono i cardinali ultraottantenni, residenti a Roma: padre Prosper Grech, docente emerito di varie Università romane che esercita ancora la funzione di consultore presso la Congregazione per la Dottrina della Fede e Padre Karl Josef Becker, docente emerito della Pontificia Università Gregoriana, per lunghi anni consultore della Congregazione per la Dottrina della Fede.
C’è poi una rappresentanza di nuovi cardinali residenti all’estero. Fra di loro monsignor George Alencherry (Arcivescovo Maggiore dei Siro Malabaresi) una comunità radicata soprattutto nell’India meridionale; monsignor Thomas Christopher Collins (Arcivescovo di Toronto); monsignor Willem Jocoby Eijk (Arcivescovo di Utrecht); monsignor John Tong Hon (Vescovo di Hong Kong); monsignor Rainer Maria Woelki (Arcivescovo di Berlino); monsignor Timothy Michael Dolan(Arcivescovo di New York); monsignor Dominik Duka (Arcivescovo di Praga). A questo gruppo vanno infine aggiunti i cardinali ultraottantenni, residenti fuori Roma: Lucian Muresn (Arcivescovo di Alba Iulia Romania); Mons. Julien Ries (sacerdote della Diocesi di Namur e Professore emerito di storia delle religioni presso l’università Cattolica di Louvain).
Per la prima volta un antropologo diventa cardinale. Un’esistenza dedicata agli studi sul sacro e sull’esperienza religiosa, una bibliografia immensa che rappresenta ormai un punto fermo nella scienza delle religioni: è quella di Julien Ries, 92 anni, nato ad Arlon in Belgio, nel 1920, uno dei porporati ultraottantenni che il Papa ha annunciato oggi e che verranno proclamati nel corso del Concistoro previsto per il prossimo 18-19 febbraio. Il professore Ries, fondatore del Centre d’Histoire des Religions all’Università di Lovanio, dove ha insegnato ininterrottamente dal 1968 al 1990, professore emerito di storia delle religioni dell’ateneo belga, è universalmente considerato il fondatore dell’antropologia religiosa, tra i primi a discutere e a fondare la considerazione secondo cui la dimensione religiosa è originaria nell’uomo. “Sono felice per il riconoscimento dell’antropologia religiosa come base per l’incontro tra le culture”, ha commentato Ries parlando della sua nomina.
Con la nomina a cardinale del 64enne arcivescovo di Firenze, monsignor Giuseppe Betori, Benedetto XVI ha “derogato” dalla regola non scritta che vuole la mancata concessione della porpora a un arcivescovo residenziale se l’arcivescovo emerito ha meno di 80 anni. La regola è stata applicata, ma non in questo caso, perchè l’arcivescovo emerito ha un incarico curiale: è il caso del ‘predecessorè di Betori sulla cattedra episcopale fiorentina, il cardinale 75enne Ennio Antonelli, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia. La regola resta vigente negli altri casi, sembra essere l’indicazione emersa oggi: a Torino, l’ordinario diocesano Cesare Nosiglia non figura infatti nell’elenco dei cardinali perchè a Torino risiede ancora il predecessore, Severino Poletto, che non avendo ancora 80 anni entrerebbe in Conclave.