ROMA – Il carbone per secoli è stato il principale, se non l’unico, combustibile a disposizione dell’umanità. Serviva per riscaldare, cucinare, costruire suppellettili, forgiare armi, far marciare le locomotive, produrre energia elettrica, alimentare le fabbriche. Oggi, il carbone viene bruciato come combustibile gassificato o utilizzato per creare un gas di sintesi che può quindi essere utilizzato come materia prima per la produzione di sostanze chimiche, fertilizzanti ed energia elettrica. Usa, Russia, Australia, Cina, India e Sud Africa hanno le più grandi riserve carbone nel mondo. Solo negli Stati Uniti le riserve stimate dalla Energy Information Administration (Eia) nell’ultima relazione pubblicata a gennaio di quest’anno, stimano le riserve di carbone americano in 231 miliardi di tonnellate che, ai consumi attuali, danno al Paese un’autonomia di 200 anni. Come tutti i settori merceologici, le fortune dell’industria del carbone sono anche strettamente legate alla salute dell’economia globale. Il post-recessione e la ripresa della domanda negli Stati Uniti hanno contribuito a migliorare i profitti del settore, con aziende che nel 2010 hanno incrementato la loro redditività. Questo trend positivo della domanda, in gran parte determinata dal miglioramento della attività economica globale, riflette un aumento della domanda elettrica domestica, le condizioni meteorologiche favorevoli e l’aumento di richiesta di energia, registrata in tutto il 2011, da parte delle economie asiatiche, Cina ed India in testa. Negli Stati Uniti il carbone è utilizzato per produrre il 50% dell’energia elettrica consumata nel Paese e le aziende produttrici di energia elettrica assorbono il 93% della produzione di carbone americano. La ragione è semplice: il carbone, in assoluto è il carburante meno costoso e più abbondante tra le risorse fossili statunitensi. Il carbone è usato come combustibile dalle industrie produttrici di calcestruzzo, carta e soprattutto dall’industria dell’acciaio. Quasi il 70% della produzione globale di acciaio dipende dal carbone. La domanda di carbone metallurgico continua a crescere a seguito della ripresa dell’industria globale dell’acciaio. Gli aumenti della domanda di carbone nelle economie asiatiche come Cina e India sono stati un fattore fondamentale nell’aumento della produzione. La Cina ha enormi riserve ma le sue attuali capacità estrattive non riescono a soddisfare la domanda interna di energia. In India l’aumento della popolazione ha comportato un balzo nei consumi di energia elettrica e quindi di carbone per alimentare le centrali che la producono. Negli ultimi 40 anni i consumi energetici del Paese sono aumentati del 700% mentre le previsioni per il 2012 vedono un raddoppio dei consumi attuali di energia elettrica pari a un importazione di 200 milioni di tonnellate di carbone.