LIZZANO – Sul Canale dei Cupi non scorrono solamente reflui, e chissà cos’altro.
Le polemiche, infatti, legate all’autorizzazione allo scarico nel canale delle acque affinate dal depuratore consortile di Lizzano, Fragagnano e San Marzano, non si arrestano e fanno registrare un altro capitolo. Si tratta di una lettera aperta che AttivaLizzano, l’associazione che più si è esposta nella vicenda, ha scritto al sindaco della cittadina Dario Macripò e inviato anche ad altri enti ed istituzioni.
La lettera è accompagnata da diverse comunicazioni della Provincia e della Regione. Il suo presupposto è chiaro: perchè la società che gestisce il depuratore (la Purimà, consociata di Aqp) continua a scaricare nel canale, nonostante la sua autorizzazione, peraltro provvisoria, sia scaduta ormai da mesi?
AttivaLizzano circostanzia il suo intervento: «La Provincia di Taranto ha rilasciato per 6 mesi, a titolo provvisorio, con la delibera 285 del 24 dicembre 2009, l’autorizzazione allo scarico di materiale refluo urbano nel Canale dei Cupi, imponendo il rispetto della tab. 4, all. 5, del d.Lgs. 152/2006 e tutte le prescrizioni degli enti intervenuti nel procedimento». L’autorizzazione era legata al rispetto di alcuni interventi, quindi, che evidentemente non ci sono stati. Tanto da attivare i due enti coinvolti nell’iter autorizzativo, Provincia e Regione, che negavano in diversi momenti l’autorizzazione definitiva. Peraltro, come spiega AttivaLizzano, l’autorizzazione veniva negata anche «in considerazione delle problematiche di natura igienico-sanitaria e di natura idraulica inerenti il Canale dei Cupi».
Tutte queste circostanze, a quanto scrivono gli attivisti, sarebbero note al sindaco Macripò. Ecco perchè non riescono a spiegarsi come mai, in qualità di responsabile della salute pubblica dei suoi cittadini, non abbia mai fatto alcun intervento che limitasse, o addirittura interrompesse, lo scarico nel canale.