Il sindaco D’Alessandro e l’assessore Coriglione hanno incontrato i miroglini

Castellaneta, vertenza Miroglio: si decide tutto in cinque giorni

In ballo l'accordo per cedere l'area e assumere 50 operai

 

Castellaneta, gli ex dipendenti Miroglio manifestano davanti al Municipio

CASTELLANETA – Or volge il terzo anno.
Una folta delegazione dei 225 operai della Miroglio di Castellaneta e Ginosa, rappresentata da Mimmo Giannuzzi e assistita da Angelo Loreto (capogruppo del Pd), da Giuseppe Massafra (segretario dei tessili della Cgil) e Mario Toma (Rsu Cisl), ieri ha tenuto assemblea nell’aula consiliare con il sindaco Italo D’Alessandro e l’assessore Giuseppe Coriglione sul tema: Miroglio e Barbero hanno chiesto, quasi come “conditio sine qua non”, di acquistare le aree dello stabilimento, regolate oggi dal diretto di superficie, il Comune può e vuole prendere una decisione precisa?
Il sindaco ha fatto un breve excursus della storia del nuovo subentro alla Miroglio, la Barbero, appunto, industria di prodotti da forno, non risparmiando qualche polemica alla commissione presieduta da Giuseppe Rochira che avrebbe potuto prendere tutti i documenti che le occorrevano e prendere una decisione sulla richiesta delle aree; ed invece le ha chiesto a noi, facendo trascorrere invano il mese dal 25 agosto ad oggi. Questa delle aree, ha detto il sindaco è una storia nata nel ’95, inutile girarci intorno, pensiamo all’oggi. L’Amministrazione è dalla parte degli operai, vuole che il lavoro torni nel capannone della Miroglio e poiché la vendita delle aree ha bisogno della delibera consiliare, il Consiglio sarà celebrato lunedì prossimo. Nel frattempo, ha aggiunto Coriglione, Miroglio e Barbero verranno qui a dire la loro sul prezzo che di anno in anno il Consiglio fissa sulle sue proprietà ed è il prezzo Ute, 16 euro a mq per tre ettari, circa 500 mila euro. Nel pomeriggio l’incontro fra Barbero e Comune, per la compravendita delle aree, è stato fissato per dopodomani e l’incontro di Roma, presso il ministero dello sviluppo, previsto per giovedì è stato rinviato al 5 ottobre.
Il sindacalista Massafra ha posto in risalto la ricerca dell’affidabilità dell’azienda, l’essere sicuri di essa. Giannuzzi ha sottolineato che a Roma occorre che i dirigenti del territorio abbiano le idee chiare e univoche, in pro dei lavoratori, ovviamente.
Il capogruppo del Pd, Angelo Loreto ha anticipato l’ok del suo partito e delle opposizioni su un accordo che sancisca la contemporaneità di tre eventi: riportare il lavoro nel capannone, assunzione di 50 o più operai e vendita delle aree.
Tutti d’accordo, ma il sindaco ha assicurato i miroglini che venderà le aree al prezzo Ute, perché Miroglio aveva lamentato che il prezzo fosse un po’ eccessivo. E questo, è prevedibile, sarà il tema del dibattito consiliare di lunedì prossimo, oltre al dubbio da sciogliere del perché uno voglia comprare ciò che ha già e per giunta gratis.
Sta per chiudersi il terzo anno di ricerca del lavoro, sostenuti, gli operai, dalla cassa integrazione, la speranza si accende, la realtà sarà conseguente?

 

M. C.

martedì, 20 set 2011 - 17:13

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