Tre tonnellate di lastre ondulate in eternit hanno fatto scattare il sequestro di un’area di circa 8mila metri quadrati adibita a discarica abusiva a Martina in contrada Cavalcatore dalla locale Compagnia della Guardia di Finanza.
Nella stessa area i finanzieri, diretti dal tenente Carlo Balestra, hanno rinvenuto oltre 5 tonnellate di rifiuti speciali. Oltre alle lastre di amianto pericolose per la salute pubblica per la dispersione di fibre in atmosfera e sul terreno, è stato rinvenuto materiale vario ferroso: carcasse di autovetture e motocicli, frigoriferi e cucine fuori uso tutto in evidente stato di abbandono.
Il proprietario del terreno rintracciato dopo indagini è stato denunciato per violazioni alla normativa in materia di tutela ambientale.
A costituire il maggior pericolo per un possibile inquinamento ambientale erano soprattutto le onduline in eternit, in stato di degrado, per effetto della corrosione atmosferica.
Dall’inizio dell’anno in tutta la provincia ionica sono state 11 le discariche abusive scoperte e sottoposte a sequestro dalle Fiamme Gialle per un totale di oltre 4mila tonnellate di rifiuti speciali e/o pericolosi. Reati per i quali 28 persone sono state denunciate.
E’ soprattutto l’amianto, ovvero l’eternit a costituire nella maggior parte di questi casi, il maggior pericolo di inquinamento ambientale. Bandito dagli anni ’90, l’eternit viene via via rimosso. Sebbene ci siano leggi che, in difesa della salute pubblica, prevedono precise indicazioni sia per la rimozione che per lo smaltimento, piuttosto costoso perchè fatto da ditte specializzate, sono sempre più numerosi coloro che per liberarsene usano mezzi e vie illegali con violazioni di ecotasse.
«Sempre più spesso constatiamo che lastre in eternit vengono smaltite in maniera illecita come sottofondi stradali ricoperti da terra e bitume o fondamenta di costruzioni – dichiara al Corriere il tenente Balestra – Il rischio è che con il passare del tempo possibili infiltrazioni di acqua o, ad esempio, spostamenti generano dispersione di fibre di amianto nell’atmosfera o nelle falde acquifere con rischi per la salute pubblica e di inquinamento ambientale».
Situazioni illegali che non risparmiano nemmeno la provincia ionica.
Chi viene scoperto rischia non solo la denuncia penale ma anche pesantissime ammende sicuramente più salate delle ecotasse dovute per uno smaltimento fatto secondo regola, somme a cui vanno aggiunti i costi per la bonifica a carico di chi ha trasgredito la legge.