ROMA – Le imprese sono sottoposte a ”un’oppressione fiscale che dobbiamo interrompere”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, nel corso di un’audizione in commissione Finanze alla Camera. Secondo il ministro le imprese sono sottoposte a controlli “eccessivi e assolutamente incredibili”, che hanno un costo ”costituito dal tempo perso” e che possono portare a ”occasioni di corruzione”.Tremonti propone una ”concentrazione” dei controlli a cui sono sottoposte le imprese da parte dei diversi ispettori attraverso ”un criterio equilibrato”. ”In molti settori – spiega – potremmo immaginare un qualche tipo di concentrazione, che salvi le esigenze erariali e che tuttavia riduca il continuo meccanismo di frequentazione delle imprese, per cui va via uno e dopo una settimana arrivano i vigili, e poi seguono gli ispettori”.
”Se riusciamo a trovare un equilibrio tra l’esigenza del controllo e l’attività delle imprese credo che faremmo un servizio all’economia del paese”, sottolinea il ministro. ”Ci vuole un criterio equilibrato” che potrebbe essere ”un coordinamento dall’alto o il diritto dal basso di dire ‘non mi rompere più di tanto”’.
DL ANTI-SCALATA – La norma contenuta nel decreto legge anti-scalata ”è generale, non particolare”, ha inoltre affermato Tremonti, escludendo di fatto un legame diretto con l’operazione Lactalis su Parmalat. Ed ”è una norma che penso debba essere introdotta a regime”. Nel corso dell’audizione sul decreto legge con misure urgenti per garantire l’ordinato svolgimento delle assemblee societarie annuali, il ministro ha ricordato che la norma introdotta un mese fa ”è replica di una norma del milleproroghe dello scorso anno e introduce un elemento di flessibilità sulle date della vita degli atti delle società”.
Il ministro è tornato sulla questione anche a margine. ”Non abbiamo ragioni per fare delle modifiche” al decreto anti-scalata, ”e credo che neanche l’opposizione ne abbia” ha affermato, ribadendo che il provvedimento all’esame di Montecitorio contiene una norma ”generale e astratta”.
BORSA – In Italia la quotazione in Borsa di una società ha il costo ”pazzesco” dell’8% del valore di capitalizzazione. ”E’ una follia” rimarca il ministro secondo il quale ”è giusta l’idea di attrarre capitali, ma l’attrazione si fa offrendo un regime che sia attrattivo, compatibilmente con la legalità e la moralità”.
RIFORME – Quanto al Piano nazionale per le riforme, ha detto Tremonti, ”contiene ipotesi che saranno presto oggetto di un decreto legge che saranno relative a opere pubbliche, edilizia abitativa, turismo e ricerche scientifica”.
DEBITO PUBBLICO – In Italia ”è salito perché non abbiamo negato quello che ritenevamo giusto, cioè i diritti della gente” ha tenuto a sottolineare il ministro ribadendo la giusta scelta di non fare spesa per sostenere i consumi: ”Quante volte ho sentito dire che dovevamo fare deficit per sostenere la domanda, credo che sarebbe stata una scelta sbagliata e la realtà lo dimostra”.
SUD – ”I fondi europei, che sono finanziati sul bilancio nazionale, devono andare alle regioni ma non è scritto che devono essere amministrati dalle regioni. Devono essere sentite e coinvolte ma quello è il luogo di arrivo dei fondi” ha dichiarato Tremonti. Per il ministro ”l’errore storico di questo Paese è stato quello di mettere, per troppo tempo, troppi soldi sul meccanismo di dispersione. Il risultato è che un’enorme quantità di fondi non viene spesa, non lo dico io lo dice la commissione Europea”.
I programmi fissati nel Def ”sono ambiziosi: implicano una contrazione della spesa considerevole e prolungata nel tempo. Questa e’ la strada da percorrere”. Lo afferma il vice direttore generale della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nel corso delle audizioni nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato. ”Affinché lo sfrozo sia sostenibile -sottolinea Visco- va innalzata l’efficienza delle diverse strutture pubbliche e attentamente valutata l’adeguatezza di ciascuna voce di spesa”.
La presentazione del disegno di legge costituzionale sulla disciplina di bilancio ”puo’ fornire un contributo importante al controllo delle finanze pubbliche nei prossimi anni” indica ancora Visco -. Potrebbe essere opportuno accompagnare gli interventi sulle erogazioni con l’introduzione nel nostro ordinamento di una regole sulla spesa primaria che dia ampia visibilita’ e importanza, anche nel dibattito parlamentare, agli obiettivi fissati per quest’ultima”.
Tenere d’occhio i conti però non basta, sottolinea Bankitalia. Occorre puntare sulla crescita, e per riportare il Pil a un livello di crescita ”permanentemente piu’ elevato” è necessario attuare riforme strutturali. Secondo Visco serve “un forte impegno per definire e attuare in tempi brevi le riforme strutturali necessarie per riportare il sentiero di crescita del prodotto su un livello permanentemente piu’ elevato”.
”Per contenere i costi sociali e l’impatto sul sistema produttivo dell’aggiustamento di bilancio, le politiche pubbliche devono mirare a rafforzare il potenziale di crescita dell’economia”, ribadisce Visco. E per raggiungere questo obiettivo occorre ”elevare la competitivita’ delle imprese, la produttivita’ e l’occupazione, e migliorando la qualita’ dei servizi pubblici e della regolamentazione”.
Quanto alle tasse che gravano sulle imprese, Bankitalia esorta a rafforzare l’azione di contrasto dell’evasione fiscale. “Si potrebbero aprire spazi per una riduzione delle aliquote fiscali gia’ nel periodo di previsione” del Def, che arriva fino al 2014, sottolinea il vice direttore generale Visco. ”E’ auspicabile – aggiunge- che l’impegno a contrastare l’evasione fiscale prosegua e si rafforzi, aprendo spazi gia’ nel periodo di previsione a una riduzione delle aliquote”.
