«Oggi siamo nelle condizioni di offrire al mercato un contesto favorevole e un sistema strutturato per ricercare operatori internazionali che possano essere attivi nell’aeroporto cargo di Grottaglie». L’assessore alla mobilità Guglielmo Minervini ha annunciato questa nuova opportunità nel corso dell’incontro convocato ieri mattina dal presidente della V Commissione consiliare Donato Pentasuglia al quale sono intervenuti tutti i rappresentanti istituzionali, del partenariato economico-sociale, i consiglieri regionali dell’area tarantina e i vertici di Aeroporti di Puglia. «Come governo regionale – ha spiegato il responsabile pugliese della mobilità – stiamo lavorando con la visione di sistema che abbiamo espresso in Puglia Corsara. In questa direzione va la previsione del finanziamento del Distripark di Taranto per 50 milioni di euro e del completamento della viabilità provinciale attorno all’aeroporto di Grottaglie per 12 milioni di euro. Interventi che saranno inseriti nel Piano per il sud e che si aggiungono ai 200 milioni già stanziati per la realizzazione della piastra logistica e i 35 per il collegamento ferroviario che permetterà di operare l’intermodalità mare-ferro nello scalo portuale tarantino». La piena operabilità dell’aeroporto cargo è l’ultimo tassello di questo sistema territoriale che intende sviluppare le potenzialità economiche e occupazionali dell’economia delle merci e della filiera logistica. Barra dritta dunque sulla vocazione dell’aeroporto di Grottaglie definita con il Piano regionale dei trasporti. «Non fa un buon servizio al territorio – ha aggiunto Minervini – chi rimette in discussione le scelte attorno alle quali ruota una pianificazione che intende affrancare l’economia tarantina dalla dipendenza dall’Ilva». Quanto alle potenzialità turistiche e al bisogno di collegamenti con il territorio ha concluso Minervini: «occorre non confondere il piano delle infrastrutture con quello dei servizi, al quale siamo in grado di offrire risposte immediate. Stiamo lavorando, infatti, perché già da questa estate, sia possibile, in corrispondenza con l’arrivo dei voli a Bari e Brindisi, il collegamento pubblico con Taranto e, attraverso la capillare rete delle sud-est, con tutta l’area salentina».
Commenti positivi arrivano dai responsabili di Tarantovola. Anzi, il presidente di Tarantovola, Francesco Gravina, assistito dal comandante Giovanni Lo Palco e da Mimmo De Padova, ha evidenziato l’intenzione di dislocare a breve tre aerei a Grottaglie in funzione di alcune operazioni commerciali in corso e ha anche richiesto la revisione del piano regionale dei trasporti assolutamente in contrasto con le previsioni di legge che regolano le strutture nazionali.
Le uniche perplessità sono state manifestate dall’ing. Di Paola, amministratore di Aeroporti di Puglia contro la cui posizione si scaglia il consigliere regionale del Pdl, Arnaldo Sala, convinto che lo stesso «è intenzionato in futuro a rinforzare solo ed esclusivamente gli interessi dell’aeroporto di Bari. D’altronde, basta analizzare i risultati conseguiti in tanti anni dalla “gestione Di Paola” di Aeroporti di Puglia: a Bari è stato realizzato un importante aeroporto internazionale al posto della vecchia fatiscente aerostazione-voliera per uccelli, e Brindisi è stato trasformato nello aeroporto dell’intero Salento su cui fare convergere l’utenza di Lecce e di Taranto.
A farsi promotore delle istanze di Tarantovola è il consigliere Pd Alfredo Cervellera, il quale ha annunciato che si farà promotore ,insieme a tutti i colleghi consiglieri regionali del tarantino, di presentare un ordine del giorno in Consiglio per richiedere alla Giunta di modificare il vigente Piano dei trasporti «includendo la possibilità, già assegnata dall’Enav, che l’Aeroporto di Taranto-Grottaglie abbia la funzione, assieme a quella cargo, di aeroporto per il trasporto dei passeggeri».