MONTEPARANO – Cambiare nel solco della tradizione. Questo il biglietto da visita che il candidato sindaco Antonio Borsci, per l’UdC, mostra agli elettori di Monteparano.
Le elezioni amministrative del 15 e 16 maggio si avvicinano a passo sostenuto e così il partito di centro ha ufficializzato, martedì sera nella sezione di piazza Castello, l’uomo che avrà il non facile compito di strappare la carica di sindaco a Cosimo Birardi e che attualmente la ricopre. La candidatura di Borsci ha un inequivocabile tratto distintivo: è sostenuto, infatti, dal solo UdC. Una scelta ben ponderata e motivata senza troppi giri di parole: «Il nostro intento – spiega Borsci – è costituire una giunta e una maggioranza in consiglio che sia monocolore. Non vogliamo essere soggetti a tradimenti, come si è recentemente accaduto in questa amministrazione che, per giungere al termine del mandato, ha trovato più di una stampella pronto a sostenerla. Da soli riusciremo a dare a questo paese ciò di cui ha bisogno».
Vale a dire? «Intanto vorremmo che – sostiene il neo candidato – Monteparano tornasse ad essere quella comunità aperta al prossimo che è sempre stata. Da troppo tempo, il paese esprime altri sentimenti come rabbia e indignazione. Sembra che abbia perso la propria identità e si è trasformato in un paese dormitorio. Noi vorremmo cambiare tutto questo e l’entusiasmo che ci circonda mi dà fiducia e credo che i nostri obiettivi troveranno accoglimento presso l’elettorato. E’ da sessanta anni, prima come Democrazia Cristiana, poi Ccd e infine Udc che facciamo politica in questa stessa sezione: le nostre idee partono da qui per essere al servizio di Monteparano».
Già nel 2001 (nel primo caso era ancora CCD) e nel 2006, Borsci fu corteggiato dall’UdC, ma senza successo. Borsci, infatti, è noto anche e soprattutto, per diverse esperienze nel mondo del calcio, dal Taranto al Grottaglie poi dove ricopri il ruolo di direttore sportivo: «Questa volta ho detto di si – racconta l’aspirante sindaco – perché ho maturato la convinzione di potermi dedicare esclusivamente alla politica e al ruolo di sindaco, qualora venissi eletto. Agli amici dell’UdC ho solo chiesto qualche giorno per potermi organizzare, null’altro, sapevo che avrei detto di si».
Di problemi da prendere di petto e risolvere ce ne sono tanti, tra tutti quelli della discarica Vergine. «Sulla salute dei cittadini – afferma con perentorietà Borsci – non si scherza. Vorrei, intanto, una maggiore vigilanza. Se non è possibile farla chiudere, perché non è diretta competenza del comune, ma della Provincia e della Regione, almeno dobbiamo capire bene cosa beviamo emangiamo. Voglio capire tutto questo attraverso alcuni studi e dati diversi da quelli forniti dall’Arpa della quale mi fido poco. Voglio dire un’altra cosa. Voglio fare chiarezza: io e Giuseppe Vergine, il proprietario della discarica, siamo amici di vecchia data, ma non esiterò ad anteporre alla nostra amicizia il bene pubblico e la salute dei cittadini monteparanesi contro la discarica». Monteparano percepisce dalla regione 200 mila euro l’anno per la vicinanza alla discarica sita a Fragagnano e il cui puzzo, spesso, infesta le strade cittadine. Nei cinque anni dell’attuale amministrazione, dunque, le casse sono state riempite da 1 milione di euro che sarebbe stato prevalentemente speso (circa il 70%) per la spesa corrente (ossia per i servizi pubblici, trasferimenti alle famiglie e alle imprese) e solo in parte (circa il 30%) per il conto capitale, vale a dire investimenti e nella fattispecie, un campo di calcetto per un totale di circa 100 mila euro e il rifacimento delle strade e della piazza ed attualmente in corso.