L'inchiesta/Approccio diretto e contropartita per i dirigenti: così otteneva l'appalto

Autovelox col trucco, i segreti dello spericolato “metodo” Barosi

Venti indagati nei Comuni di Leporano, Torricella e Maruggio

Diego Barosi, il titolare della “Garda Segnale”, la società coinvolta nello scandalo degli autovelox taroccati, aveva metodo per portare a termine le sue truffe.
Andava di persona nei comuni da “imbonire” e sondava l’ambiente: se favorevole, proponeva l’affare soprattutto al responsabile della Polizia Municipale, al contrario batteva prudentemente in ritirata. In questo modo è riuscito a stringere accordi lucrosi in ben 146 municipi su tutto il territorio nazionale, compresi Leporano, Torricella e Maruggio in provincia di Taranto, producendo un giro d’affari di svariati milioni di euro.
La tenenza della Guardia di Finanza di Desenzano del Garda, guidata dal sottotenente Stefano Sartorato, se ne è però accorta. Venerdì sono stati diffusi i dettagli dell’inchiesta che ha portato alla denuncia di 558 persone, con il coinvolgimento di ben 367 funzionari pubblici. Ieri, invece, abbiamo approfondito con il comandante Sartorato il “metodo” di Barosi, che ha fatto centro anche sulle coste dello Ionio. “Il titolare della società – ha spiegato il sottotenente – aveva un sistema di gestione degli appalti che gli permetteva di vincere le gare per l’affidamento del servizio di controllo telemetrico della velocità a mani basse». Barosi, infatti, aveva più società fittizie, e con tutte partecipava ai bandi, vincendo in ogni caso.
Questo descritto, però, era solo uno degli approcci. Il preferito, infatti, era quello diretto: «L’uomo si recava nei comuni – ha aggiunto Sartorato – avvicinava spesso i dirigenti della Polizia Municipale, promettendo come contropartita l’assunzione come videoterminalista di una persona vicina o la spartizione degli utili». Che non erano poca cosa: mediamente, infatti, Barosi si metteva in tasca il 40% sulle multe fino a 35 euro, oltre salendo con le infrazioni.
Il sistema funzionava, grazie anche alla disponibilità di apparecchiature della “Garda Segnale”, 50 delle quali solo due omologate. Questo particolare, però, ha permesso di scardinare quella che le Fiamme Gialle hanno individuato come una vera e propria associazione a delinquere. Quando arrivavano le multe, infatti, e gli automobilisti legittimamente sceglievano la via del ricorso, tutte le multe venivano ricondotte ai codici degli unici due apparecchi omologati. Un paradosso che ha scatenato le indagini, facendo anche scoprire che gli altri apparecchi erano privi di corretta taratura.
In provincia di Taranto, come spiegato, i paesi coinvolti sono tre. I fatti risalgono nel tempo fino al 2003, anno in cui il Comune di Maruggio, primo fra i tre, decise di adottare con delibera il servizio autovelox: qui risultano indagati 5 appartenenti all’Amministrazione comunale dell’epoca, l’allora comandante della Polizia Municpale ed un videoterminalista. A Torricella e Leporano, invece, l’autovelox arrivò a luglio del 2004. Nel primo paese, sempre con delibera: risultano indagati 7 appartenenti all’Amministrazione comunale e il comandante dei vigili dell’epoca, più un altro videoterminalista. Nel secondo, invece, con una determinazione dirigenziale: 2 amministratori di allora, sempre il comandante della Polizia Municipale e 2 videoterminalisti gli indagati in questo caso.
Cosa potrebbe accadere, ora? Non è esclusa una valanga di ricorsi da parte dei cittadini che dovessero ritenersi defraudati dai 146 comuni che hanno stretto il patto con Barosi. E 146 moltiplicato qualsiasi cifra fa davvero tanto.
«Noi ci auguriamo che le Amministrazioni coinvolte intervengano in autotutela – l’auspicio del sottotenente Sartorato -: così facendo, e restituendo l’importo della multa elevata indebitamente, si risparmierebbero un contenzioso lungo e costoso.

lunedì, 21 mar 2011 - 15:39

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