Un camion che, carico di circa 300 bombole di gas propano liquido, procedeva sulla ss. 100 nei pressi di Massafra con un evidente andamento instabile ha attirato l’attenzione di una pattuglia dei militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza.
Le Fiamme Gialle allarmate per le possibile gravi conseguenze che il veicolo carico di 2.200 chili di gpl avrebbe potuto causare in caso di incidente, lo hanno fermato per un controllo.
Nel corso delle verifiche i finanzieri hanno constatato che le bombole piene di gas, destinate all’uso domestico, erano di proprietà di varie imprese operanti nel settore ma che il trasporto era effettuato da un’unica società del Barese, operante nello stesso settore, ma che non era in possesso del certificato originario di approvazione apposto sulle bombole di gas, così come previsto per legge. In pratica l’azienda barese aveva l’autorizzazione a riempire bombole di gas ma non per conto terzi. I finanzieri si sono insospetti notando che le stesse erano contrassegnate con noti marchi di aziende che al contrario hanno l’autorizzazione al riempimento di bombole e che, pur dotate dei sigilli di sicurezza per la chiusura, erano prive della punzonatura che ne attesta l’idoneità e l’avvenuto controllo da parte dell’ufficio preposto. Un particolare per nulla insignificante anche perchè le bombole senza tali sistemi di sicurezza non possono essere vendute.
Al termine degli accertamenti e constatate le gravi violazioni, il responsabile della società barese è stato denunciato per appropriazione indebita e multato con una sanzione di 50mila euro, mentre l’intero carico è stato posto sotto sequestro.
I militari sono certi che l’intero carico era destinato a rivenditori della provincia ionica. Il tutto in barba alle normative vigenti per la sicurezza e l’incolumità pubblica nella commercializzazione di gas compressi e liquefatti.
(06 mar. 2011)