E’ inutile nasconderlo: la tifoseria tarantina sta vivendo un momento di crisi. Basta fare un giro per la città e provare a sentire i cittadini chiamati ad esprimere le proprie opinioni sulla squadra del cuore. Nessuno ne vuole parlare, sono persone deluse, amareggiate, che non credono più in un progetto. La tanto sognata serie B rischia di restare tale: appunto un sogno. Sembrano ormai lontani i tempi d’oro, quelli della serie B, vissuta (verrebbe da dire ormai) da pochi fortunati. Sono frustrati anche coloro che quella serie B l’hanno solo accarezzata. Dieci anni fa, ad esempio, in campo c’era una squadra compatta, un attaccante del calibro di Riganò che con i suoi gol faceva brillare lo Iacovone . Ora le prospettive sul futuro sembrano non vedersi, la squadra è entrata in un tunnel senza via d’uscita. Taranto ha sempre vissuto per il calcio, l’unico momento di svago per tante persone, in una città che offre poco. Adesso, anche l’unica ancora di felicità, per molte persone, sembra essere svanita. La passione per la squadra era un momento di felicità e di aggregazione per tutti. Allo stadio si creavano amicizie domenica dopo domenica. A Taranto il calcio ha dato spesso sofferenza, ma anche momenti di gioia. Tutto questo sembra non esserci più. Lo stadio non sembra più lo stesso: andare allo Iacovone la domenica non regala più le stesse sensazioni ed emozioni. Guardando la “curva” ci sono più le coreografie ed i cori che hanno reso tanto noto il pubblico tarantino. I tifosi sono sempre di meno, ed anche se vanno allo stadio, non cantano più. Non ci sono più i cori che facevano venire i brividi al pubblico, si sentono solo violenti scoppi di petardi che rompono il silenzio durante la partita. Lo stadio è diventato d es ol an te nel suo aspetto, un luogo in cui si sentono solo commenti negativi. Sono davvero pochi i tifosi rimasti fedeli alla squadra. Questi dovrebbero essere giorni caldi: c’è il mercato di riparazione in atto. Ma i tifosi non sognano più, non si parla di probabili arrivi tanto sperati. In questi giorni si parla solo del rinnovo di Dionigi e di Passiatore fino al 2013, non digerito dai tifosi. Poi Antonazzo che viene mandato via, ed ancora Innocenti che sembra in partenza. C’è una rosa troppo folta per un campionato di C1. Gli errori commessi lo scorso anno vengono pagati ancora oggi, e le partenze sono tante, più degli arrivi. Il risultato è un gruppo che non riesce ad amalgamarsi. Martino, un accanito tifoso rossoblù ci dice: «A rovinare il calcio, e non solo a Taranto, è la tessera del tifoso, un obbligo che non consente ai tanti appassionati di seguire la squadra del cuore in trasferta». I tarantini infatti erano famosi in tutta Italia per le trasferte affrontate in tutti questi anni in giro per l’Italia. Paolo ci confida: «Non seguo più la squadra, perchè i biglietti dello stadio costano troppo». Filippo invece replica. «Non voglio andare allo stadio perchè la squadra non offre spettacolo in campo e le vittorie proprio non arrivano». Ed ancora un gruppo di ragazzi che raccontano che «la passione per il Taranto ormai è finita per le scelte societarie fatte dal presidente D’Addario». Anche una tifosa ha voluto commentare lo stato attuale del Taranto. Giorgia pensa che «ci sono troppi giocatori in rosa. Ognuno gioca per se e non riesce a crearsi un gruppo vincente». Tra le parole dei tifosi, si percepisce la mancanza di un punto di riferimento, un idolo da seguire ed incitare ogni domenica. La speranza, degli appassionati rossoblu, ogni domenica, nonostante tutto, però, non cambia: vogliono la vittoria. Una vittoria che proprio non vuole arrivare, soprattutto in trasferta. Il signor Giovanni pensa ai playoff, che non sono poi così lontani come obiettivo. «Seguo il Taranto da quando sono piccolo, ma non ho mai sofferto come negli ultimi anni. I playoff mi sembrano un miraggio molto lontano, nonostante siano a soli due punti di distanza. Ogni domenica continua speriamo solo in risultati negativi per le altre squadre, per non allontanarci troppo dalla zona promozione» . E poi un giovane tifoso, Mario, commenta le ultime gare del Taranto: «Un punto in tre partite è davvero un magro bottino per i rossoblu. E’ arrivata l’ora di rialzarsi e trovare lo spirito giusto per vincere. Servono i tre punti per ritrovare il sorriso» Un altro gruppo di ragazzi incontrati, invece, difende l’operato del presidente D’Addario. Dicono quasi in coro «Ci ha salvati dal fallimento. E’ vero, le sue scelte possono sembrare sbagliate, ma bisogna dargli il tempo per rimediare agli errori fatti lo scorso anno. Il campionato è ancora lungo ed i risultati possono arrivare». Domenica il Taranto scende in campo a Gela: la speranza dei tifosi è che arrivi la tanto voluta vittoria che manca ormai da quattro partite. Ma soprattutto, la città, vuole vedere in campo una squadra combattiva, che lotti per la maglia. Soprattutto che sappia riportare quell’entusiasmo che sembra non abitare più da queste parti.